Featured Post

Mente, diaframma, corpo

Negli ultimi anni lo studio ultra trentennale del Tai Chi e del Qi Gong della International Tai Chi Chuan Association, scuola fondata dalla ...

08 June 2012

Sugli incubi

I brutti sogni devono essere i benvenuti perché avvengono quando qualcosa dentro di noi vuol venire alla luce. Questo qualcosa è generalmente un mostro, una "mostruosità che noi temiamo e da cui ci dobbiamo difendere.
Nella realtà non è un mostro, anzi, è quasi sempre una parte importante di noi che stiamo sognando, è sempre noi, ma non quel noi sognante che crede di essere "tutto noi".
Non fuggiamo dagli incubi, ma cerciamo di capire la  comunicazione che ci viene proposta dal "creatore del sogno".

Ecco un esempio: <cercavo qualcosa, non sò cosa in una casa piena di libri, poi devo andare in bagno a fare pipì, e anche il bagno è pieno di libri dappertutto, e non posso nemmeno entrare.. senso di impossibilità, poi entro in una stanza con una parete interamente coperta da una libreria, la stanza diventa più alta e più stretta, incombente, fino a quando esce dalla libreria un'entità enorme di cui non vedo il volto, coperta di abiti, di stracci. capisco che mi devo difendere e la getto a terra, e una voce rimbomba "profanazione, profanazione!" mi sono svegliata gridando.>

E' evidente che il sogno ci sta facendo capire che ci sono troppi libri nella vita del sognante. Troppe letture e troppi "altri" che determinano quello che deve fare, troppe dottrine, nulla di suo, persino andare in bagno non è libero.
Spesso i sogni hanno lati umoristici, il creatore del sogno ama i giochi di umore e qui dice: nemmeno pisciare in pace posso!
Appare il mostro. Coperto di stracci, yin e yang, il giudizio subito appare nel sognante (non nel creatore del sogno. Il sognante ci mette del suo, cerca di coprire, di mascherare il profondo messaggio del creatore del sogno) e ci fa capire che nella vita è persona attenta a come si veste. Questo va in sintonia con l'essere schiava dei libri e di "come si vive" proposto dagli altri.
Il mostro è il desiderio di disfarsi dalle convenzioni e di vivere più libera, con più semplicità, usando la propria testa. Buttare via tutti i libri e scriverne uno proprio, per te stessa.
Il mostro non è poi molto forte, il sognante riesce a buttarlo per terra, è più forte, e questo non è poi un bene, le necessità del mostro rischiano di non trovare sbocco, l'ego è sempre molto forte e dittatoriale.
Profanazione! Due volte viene ripetuto, chi profana chi? Il mostro che cerca spazio per una vita più semplice oppure il sognante che gettando a terra il mostro lo accusa di voler disturbare lo status quo acquisito proprio grazie ai "troppi" libri?

I libri sono un bene prezioso, ma ci sono troppi libri spazzatura, ben venga di nuovo quell'antico imperatore cinese (sicuramente taoista) che fece bruciare tutti i libri del suo regno!
(Naturalmente non tutti i libri di sapienza e scienza, ne quelli di tanti autori da Rex Stout a Simenon a Tolkien, ma quelli tipo Bruno Vespa e....

10 May 2012

Generous pearl

Two beautiful pearls
your deep eyes
looking in me
You were generous
sharing with me your voice
The train run across snowy montains
blu lakes and green woods
Hardly I saw them
red was my heart when we left

08 April 2012

Resurrection

Mommy

I'm here sitting near you
you are sleeping, not serene
forced by the drugs

awake you struggle
you chose for this life the inferno

soon you will have peace
you will free yourself from your burdens
and I can embrace you

Resurrezione

Mamma...

siedo accanto a te
dormi, non serena
costretta dai farmaci

sveglia ti tormenti
hai scelto in questa vita l'inferno

fra breve avrai pace
ti libererai delle tue catene
ed io potrò abbracciarti

26 March 2012

Mamma (una coppa del nonno)

Lecca le tue labbra mamma
questa vecchia coppa è quasi finita
un gelato che era dei nostri tempi

piano mamma
piano
potrebbe essere l'ultima
piano
godila
godi ogni leccata

l'ultima coppa

25 March 2012

Grandfather's cup

Lick your lips sweet mommy
this old cup is nearly finished
an icecream that was on our times

slowly mommy
slowly
could be the last one
slowly
enjoy this one
enjoy every lick

the last cup

04 March 2012

Il Coyote

Il Coyote, pubblicata nel 1973, è la canzone di Lucio Dalla che amo di più.

Video e testo

We aren't what we think

We aren't what we think.
To think to be our thoughts is an illusion and is deadly, always brings to pain, to escape this pain, to a fake and a facade life.
Our world is becoming not else than a facade, railways and hospital for example are building nice waiting rooms and luxury shops, forgetting that the essential, the heart, are trains.
The solution is simple, we are not what we think, let's stop thoughts, let's not give them that power that they have on us and lets hear our inside.
Thinking is an usefull tool to understand oneself, but to identify oneself with our thoughts is like to identify oneself with the plate and not with the nice food on it.

03 March 2012

Le carte dell'infinito: il pensiero

Noi non siamo quello che pensiamo.
Credere di essere il proprio pensiero è illusorio e micidiale, porta sempre al dolore, allo scappare da questo dolore, ad una vita falsa e di facciata.
Il nostro mondo è ormai una facciata, ferrovie e ospedali ad esempio, si costruiscono sale d'aspetto di grande bellezza e comodità o negozi di lusso e ci si domentica che il cuore è il treno.
La soluzione è semplice, non siamo ciò che pensiamo, fermiamo il pensiero, non diamogli quel potere che ha su di noi e ascoltiamoci dentro.

Il pensiero è uno strumento utile a capirci, ma non siamo noi il pensiero, è come pensare siamo il piatto e non la pasta aglio olio e peperoncino che è lì sopra :)

12 February 2012

Artisti incompleti

Muore Whitney Huston, muore Amy Winenhouse, muore Mycheal Jackson, altri prima di loro, artisti famosi, esseri umani bruciati da alcool e droga e da una carenza interiore.
Osannati da tanti, iperpagati, prodotti di una cultura che produce danni incalcolabili: innalza esseri umani dotati, ma non completi, crea idoli che tanti giovani seguono, ma che lasciano solo tracce amare e vuote. Prodotti insani di un insano capitalismo dove un cantante di successo può diventare ipermilionario, ma rimanere un essere umano incompleto. Folle nel suo essere preda del suo stesso successo, troppo tardi si accorge che i soldi e la fama erano solo un miraggio e che la vita era altro.
E' necessario un risveglio collettivo, ascoltiamo belle canzoni, ma non aiutiamo a creare mostri che sono specchio malato di una società che ci vuole tutti malati.