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Mente, diaframma, corpo

Negli ultimi anni lo studio ultra trentennale del Tai Chi e del Qi Gong della International Tai Chi Chuan Association, scuola fondata dalla ...

28 December 2015

La sciocca società in cui viviamo.

Produrre, soldi, crisi, sovrappopolazione, guerre, immigrazioni, inquinamento.
Qualcuno la chiama evoluzione umana, esistono personaggi pagati per fare tutti questi disastri, personaggi pagati per fare i politici che distruggono legge dopo legge, banchieri pagati per rubare tutto quello che possono, amministratori pagati per distruggere ed inquinare e poi ci sono i pecoroni che stanno lì, coi loro pastori pagati per sfruttarle.
Ogni tanto una pecora diventa pastore, ma sono entrambi sfruttatori di questo mondo che va alla rovina, devastato anno dopo anno e nessuno si ferma mai a pensare a riflettere se veramente questa è vita.
Triste tutto questo, ma le pecore non aprono gli occhi, sono lì a brucare il loro piccolo orticello, e hanno paura della pecora vicina: "lascia stare la mia erba", la testa bassa aspettando ineluttabilmente la fine.

Da leggere su questo brano dei Primordial

22 December 2015

Amare verità

Entrai in te e piansi
Non seppi mai il motivo
Piangere non è da uomo
Non ne volli sapere
Continuai il gioco
Lo stesso gioco
degli ultimi dieci anni
Fra noi era così
Non poteva non essere così

Mi svegliai il giorno dopo
Era così presto
E una poesia scrissi
Scrissi del mio pianto
Ormai lontano nello spazio
Vicino nel tempo
Perché piansi nel gioco?
Non eri più mia
Giocavi per farmi felice
L'amara verità non volli sapere
Mai

20 December 2015

Babbo Natale

Le chiese hanno sempre voluto coprire con le loro festività e i loro santi i vari eventi naturali della vita umana. Santificare un essere umano è creare una diversità fra lui/lei e noi, una dicotomia che mina alle fondamenta la religione. Gesù ha dimostrato che ogni essere umano è Cristo, è figlio di Dio, se siamo tutti figli di Dio, non possono esistere i santi, gli esseri speciali. Il sistema dei santi serve a tenerci lontani da Dio: "siete peccatori, seguite i nostri diktat e sarete salvi!".
Così l'umana razza non capisce più Dio e si ritrova peccatrice a perpetrare, secolo dopo secolo, bassezze su bassezze, guerre su guerre, crimini su crimini.

Siamo a Natale ed anche qui la copertura dei santi ha portato inconsapevolezza sul naturale significato di questo momento che è semplicemente la fine di un ciclo: l'anno vecchio, impersonificato da Babbo Natale, lascia il posto all'anno nuovo, il bambino, impersonificato dal bambin Gesù.
Babbo Natale non è un santo, così non può essere santa Lucia a portare i regali (nota 1); rappresenta il ciclo produttivo che finisce, la natura che conclude il suo ciclo e porta i suoi doni (Nota 2). Ogni ciclo produttivo, porta doni, così anche l'anno solare.
I doni quindi li porta Dio e Babbo Natale è Dio e porta doni ad ogni essere umano senza distinzione di razza, di cultura, di età, di sesso, di nulla. Certo li porta soprattutto ai bambini perché noi siamo suoi figli ed il bambin Gesù che molti mettono nel presepe ci rappresenta molto bene nella nostra vera natura di figli di Dio.

Indecisi fra Albero o Presepe o nulla? L'albero è l'asse verticale, il presepe è l'asse orizzontale, infatti il bambin Gesù viene posto sdraiato nella mangiatoia. I due assi sono la croce, simbolo religioso universale, simbolo molto naturale di equilibrio interiore quando i due assi sono vissuti in equilibrio.

Carlo Lopez

Note

1 - Il 13 Dicembre, santa Lucia, non è ancora tornata la luce, la scintilla Yang dell'anno nuovo che coincide invece con il solstizio invernale, quest'anno il 22 dicembre.

2 - Sembra che sia stata la Coca Cola ad inventare il moderno costume rosso di Babbo Natale.
Il consumismo che cerca di riappropriarsi del vero significato dei doni a Natale? Faremo iBabbo Natale 4.0 :)

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03 December 2015

Sulla vecchiaia

La vecchiaia è vista male dall'essere umano, "che brutta malattia la vecchiaia" è una frase spesso usata da chi arrivato ad una certa età si ritrova pieno di malanni e acciacchi.

È veramente così? Può la vita essere così stupida da metterci al mondo e poi punirci così? No, perché la vita è un processo di apprendimento e questo è continuo per tutta la vita.

Il decadimento fisico è necessario: cosa impariamo dal decadimento fisico? Impariamo che il fisico è poco importante, ben più importante è la nostra crescita interiore. Senza decadimento fisico non cresceremmo più!

Vi è la primavera della vita, questa stagione arriva sino ai ventiquattro anni, questo è il periodo della crescita fisica, poi vi è l'estate, questo il periodo in cui ci si relaziona col mondo fisico.
A quarantotto anni arriva l'autunno, è tempo ora della trasformazione, della crescita non più sul piano fisico, ma su quello dell'evoluzione interna, spirito, mente. Se adesso non avviene il graduale passaggio, saremo preda di mille problemi fisici perché resteremo attaccati ad un piano che non è più il nostro e non crescemo più. Dai quarantotto anni qualsiasi problema fisico vi deve portare a pensare che state sbagliando qualcosa, che è ora di cambiare e la vita ci propone una crescita di tipo diverso dove la spiritualità, la comprensione della vita stessa, la comprensione di se stessi ad un livello profondo diventano di primaria importanza. Non che non lo fossero anche a vent'anni, ma a quell'epoca l'aspetto fisico viene meno toccato dagli errori di vita.
Per fortuna il corpo invecchia! Se non fosse così non avremmo speranze di evolvere, saremmo sempre eterni giocatori di tennis, il mondo non avrebbe nessuna spiritualità, non vi sarebbe saggezza.

Ah, mi direte che invero il mondo sembra una palestra di estetica? Che ormai ogni attrice ha le labbra rifatte e che tutti usano dissennatamente il botulino? E che di saggezza se ne vede ben poca? Si, è vero, questo succede perché siamo soverchiati da falsi ideali, abbiamo paura di accettare noi stessi, la vecchiaia è mostrata triste e solitaria. Cambiamo, se comprendiamo le stagioni della vita cambiamo noi per primi, e questa comprensione porta ad un mondo migliore, il botulino no.
Un tempo il teatro greco usava le maschere, maschere che esprimevano stati d'animo, paure, situazioni emotive, queste maschere moderne sono tristi, tutte uguali a se stesse, uccidono la vecchiaia.

27 November 2015

Poesia per me

Scriver di donne?
Lontane sono ora.

Scriver di te?
Il pensier si accalora
Ma troppo lunga la nostra storia.

Scriver di chi?
Di nessun ho memoria.

Forse di me?

Ai, son rimasto solo io
qual cialtron pomposo...

Ma ogni tanto d'amor per sé
è d'uopo pasciarsi.

Sul perdono

Ci si fa male col matrimonio, con i rapporti di coppia. Ci hanno insegnato, genitori, società, chiesa che è giusta la famiglia e noi viviamo convinti di questo e quando è tempo di cambiare restiamo intrappolati e non sappiamo che fare, mogli, mariti, compagni, figli, genitori cominciano ad odiarsi e stanno male e cercano all'esterno qualcuno che li comprenda e finiscono col vivere sdoppiati o arrivano ad una nuova relazione, famiglia.

Ogni volta che la chiesa, lo stato insiste sulla bontà della famiglia, sulla indissolubilità della stessa, sulle facilitazioni a suo vantaggio, la mente delle persone viene imprigionata sempre più dall'ideale della famiglia e si intrappola in un meccanismo mentale che non è libertà dell'essere, comunione fra persone.

Eppure la soluzione c'è, ed è il perdono dell'altro, un perdono liberatorio, un perdono che lascia andare nella propria mente tutte le energie ed i pensieri che si bloccano nel tenere l'altro rinchiuso dal nostro odio.

Capire la potenza del perdono è difficile, troppo zuccheroso l'atteggiamento che la chiesa e lo stato di riflesso, succube del suo modello, ci ha inculcato nei secoli senza neppure dare il buon esempio, anzi la chiesa è tuttora un esempio di rapporti umani di odio e non perdono.

Consiglio vivamente il perdono soprattutto per chi è malato, la malattia è sempre un non perdono e si guarisce perdonando perché ci si libera energeticamente.

Fate così, se sapete chi non state perdonando, sentite che lo abbracciate e restate così finché una luce fra voi non si accende.
A volte ci si nasconde chi dobbiamo perdonare, magari sono i genitori o è un'amica o è una persona che neppure ricordiamo, il non perdono può restare annidato nella mente per decenni: scovate chi dovete liberare, usare la mente per liberare la mente e magari perdonate anche voi stessi!

Buon perdono e buona guarigione.

17 November 2015

I Saggi antichi

Tempi difficili, il radicalismo religioso islamico è alle stelle: vietato ascoltare musica che provenga da strumenti e che non sia religiosa. Io che ascolto i Draconian sono come tutti da eliminare.
Da noi le cose negli ultimi decenni vanno meglio, i preti alla fine accettano che esistano persone che non la pensano come loro, eppure alcuni, ancora tengono le liste inviate loro dalla Chiesa delle "cose del diavolo" e, Shiatsu, Tai Chi, spesso rientrano in questo elenco. Il mio mestiere è insegnare Tai Chi!

Come scrissi tempo addietro per diventare veramente religiosi bisognerebbe abolire le chiese perché Dio ama il Tai Chi, Dio ama la musica, anzi Dio è Tai Chi, Dio è musica.

Dio è energia, è quell'energia che ci tiene vivi, la musica è energia, dà sensazioni energetiche, smuove chi è assopito, chi non c'è nella vita, il Tai Chi fa la stessa cosa, smuove l'energia, ci apre, richiama Dio in noi, ci dà consapevolezza.
L'imam e il prete vorrebbero tenerci senza energia, ogni cosa che dà energia per loro è peccato, il prete e l'imam vogliono allontanare Dio da dentro di noi, ci vogliono morti anzitempo, il prete e l'imam sono dei parassiti, odiano Dio, odiano il mondo che Lui ha fatto, lo detestano. Vi sono tanti preti e vi sono tanti imam, sono tanti perché gli esseri umani danno loro ascolto, danno loro retta. Toccare, ascoltare musica, vivere, respirare sono peccato e miliardi di persone credono loro e danno loro potere, li rendono forti.

La nostra consapevolezza è ancora poco "umana", abbiamo dogmi che le chiese ci inculcano e così non possiamo vivere "noi" le nostre vite, non possiamo fare i nostri sbagli naturali e così tante persone vivono poco e male. Devi fare questo, devi fare quello, devi essere al servizio dei genitori, del marito, della moglie e non si vive la propria vita, la vita che Dio vorrebbe per noi.

I saggi antichi non erano preti, ne imam, i saggi sanno che non sarebbero saggi se fossero dentro una casta, se fossero chiusi in una struttura di pensiero che pensa per loro; il saggio vuole pensare, vuole pensare con Dio. Non troveremo un saggio dentro una chiesa, confessori dei "nostri" peccati, si, ma saggi che sanno farsi sentire il sorriso di Dio perché hanno il cuore aperto, no.

12 November 2015

La spada che fu riforgiata

Oggi dovevo far di conto, pagare bollette e segnare i nostri associati. Non l'ho fatto, mi sono steso a scrivere sul mio taccuino. Un bel taccuino, portentoso, un pozzo dove tutto entra e resta. Una app per il mio cellulare Android, la app si chiama Workflowy e ve la consiglio vivamente.

Ora scriverò sulla spada. Antico strumento di morte, risuona il detto: chi di spada ferisce, di spada perisce. Un monito ben preciso, la spada non deve ferire. Perché allora nel Tai Chi pratichiamo la spada? Avevo un tempo un allievo pacifista che non voleva avere a che fare con le armi, sentivo che bloccava all'interno ogni aggressività e l'impugnare una spada anche di legno, sarebbe stato troppo per lui, rischiava di usarla per ferire, le sue pulsioni trattenute potevano esplodere.
Tenere dentro non va mai bene, questa energia, se non esce, ci causa danni, danneggia noi stessi, ci colpirà da qualche parte, ci ammaleremo. D'altronde chi di spada ferisce, di spada perisce... Chiunque usi violenza finisce prima o poi male e vive male.

Ed allora come fare?

Ci viene in aiuto il nostro amico taoista Semola, il protagonista del film di Walt Disney, la Spada nella Roccia. Qui tutto trova una spiegazione.
La Spada è usata male, energumeni bellicosi, assetati di potere, (chi riesce ad estrarla diventa re), cercano di togliere la spada dalla roccia. Questa non si muove, non può muoversi se si usa la forza muscolare per tirarla.
La nostra società non ha capito questo, lo sport, la conoscenza fisica è tutta incentrata sui muscoli, sul loro uso, sulla loro conoscenza. I nostri allievi che affrontano gli esami stabiliti dall'ente sportivo preposto al rilascio del loro diploma di Insegnanti di Tai Chi e Qi Gong, sono costretti a studiare i muscoli, i loro nomi, come tonificarli, come essere dotati di bei muscoli pronti all'azione.

Li si sta invitando ad usare la spada per ferire.

La Spada nella roccia non si limita a mostrarci l'aspetto stupido dell'uso della spada, non tutti i personaggi che cercano di estrarla hanno le spalle larghe e la vita stretta, uno, Semola, è esattamente come il suo nome, ancora ragazzo, è mingherlino, senza un muscolo. Arriva alla roccia e senza alcuno sforzo estrae la Spada e la porta in alto. Meraviglia, nel film il cielo si apre, la cupezza sparisce, appaiono i raggi del sole, i raggi della vera conoscenza e si sente una musica celeste.
Quello che avviene non è un miracolo, Semola si è preparato a questo evento, non ha certo studiato i muscoli, non sa neppure cosa siano, eppure diventa re.
Nel film Semola dice di non averne, Merlino chiede ... e come fai a muoverti? E poi ammette ... quelli bastano.
Mi sovviene l'immagine della mia allieva più anziana. Beatrice ha quasi 90 anni e lei a lezione è solida, centrata. Un paio d'anni fa cadde all'indietro urtando un ostacolo, tutti fummo sgomenti, ma lei si rialzò in un attimo e ci chiese perché la guardassimo così. Invece di studiare i muscoli ha praticato Tai Chi col suo insegnante dal 1991, per quasi 25 anni ed è diventata Semola, ha appreso a fondo i principi della Spada. Lei non trattiene dentro e non usa la spada per ferire. La usa per stare bene, per godere della vita. Un altro episodio. Andrea Capriotti, esperto conoscitore di varie arti marziali, capace di rompere tombini di ghisa persino con la testa, venne da me ad imparare Tai Chi. Lo misi con Beatrice allora giovane settantacinquenne. Lui vedendo che lo inserivo in un gruppo di nonnine resto molto perplesso e un po' offeso. Durante il Qi Gong, Beatrice notando che Andrea non riusciva più a tenere in posizione le braccia, si girò verso di lui dicendogli, Andrea, prova a rilassare le spalle. Andrea colse l'insegnamento di Semola e continuò Tai Chi a lungo.

Nel film possiamo carpire i segreti di Semola, osserviamoli. Ha un maestro, questo è necessario, ma se si vuole apprendere un maestro arriva e Semola è fortunato, trova un maestro Taoista, niente meno che il mago Merlino. Per Merlino Semola è importante, lo ha aspettato, ora ha il materiale su cui lavorare, per gli altri, Semola è nessuno, buono per fare lo sguattero, al limite per fare da scudiero al fratellastro, un energumeno pieno di muscoli, muscoli che sicuramente conosce bene.

Cosa apprende Semola?

Impara i tre mondi in cui viviamo, diventa pesce e impara a fluire nel mondo dell'acqua, impara a gestire il Tan Tien inferiore, la pancia.

Poi conosce il mondo dell'aria, diventa uccello, il Tan Tien superiore, la testa, impara a volare, impara che la mente umana deve saper volare.

E poi apprende l'uso del Tan Tien del cuore, diventa scoiattolo e conosce una scoiattola che si innamora di lui.

Testa, Cuore, Pancia, ora è completo.
Vi starete chiedendo cosa c'entra questo con la Spada? I Taoisti ben sapevano che la Spada è la nostra colonna vertebrale, Semola ha allineato testa, cuore e pancia, ora è un'unità completa, il diaframma si apre come un mantice e l'energia fluida gira. Semola non è più Semola, ora è un re, re Artù.
Abbiamo nel Signore degli anelli un altro esempio, il ramingo Aragorn riforgia la spada che fu spezzata e diventa anche lui re. Ognuno di noi ha la spada spezzata, la nostra colonna vertebrale è disassata perché ogni nostro centro va per conto suo, la testa vuole una cosa, la pancia un'altra e il cuore un'altra ancora.
Gli energumeni che usano i muscoli hanno la spada spezzata, ecco il significato della Spada che è nella roccia, usano i muscoli per tutto quel che fanno. Semola no, usa testa, pancia e così riesce anche a mettere il cuore mentre estrae la Spada:  il cielo si apre a lui.

Per finire osserviamo l'immagine della spada, quando è nella roccia l'impugnatura è in alto, il baricentro, che si trova ad un terzo dall'inizio dell'impugnatura, è in alto. Si usano le spalle, l'impugnatura è nel collo, il baricentro nel cuore lo appesantisce, la vita pesa. Semola gira la spada, mette l'impugnatura nell'osso sacro ed il baricentro della spada torna al suo posto naturale, nella pancia.

In questi anni ho un debito di riconoscenza verso Semola, lo ringrazio e mi chino a lui Maestro. Verso Merlino ho solo un appunto da fargli, se usato un Leone invece dello scoiattolo per l'apprendimento del cuore sicuramente Ginevra avrebbe amato Artù e non Lancillotto.

28 October 2015

Halloween

Halloween piace e non piace. Molti snobbano questa festa, la si definisce un'americanata.
Nella vita c'è bisogno di consapevolezza, di fuoco direbbe un taoista, un fuoco nella Valle della vita, nella Valle del Tao.
La consapevolezza ci induce a domandarci perché c'è Halloween. Anche da noi abbiamo due giorni festivi, Ognissanti e la giornata dedicata ai morti, l'1 e 2 di Novembre.
Le giornate si accorciano, è tornata l'ora solare, fa buio presto e farà sempre più buio, i bambini hanno paura del buio; gli americani sono un popolo pauroso e per scacciare la paura hanno inventato Halloween. Dolcetto o scherzetto? Una formula allegra che pacifica il terrore dello Yin, della morte dell'anno.
Noi siamo più "antichi", Halloween qui si chiama "Tutti i morti", accettiamo più facilmente l'accesso che avviene in questi giorni, la porta, verso l'interiorità della vita.
La notte di Halloween è un momento energetico particolare: accogliamo la richiesta della natura di un po' di interiorità, di ascolto, di consapevolezza di noi stessi e fermiamoci ad udire il buio della notte che cala fra Ottobre e Novembre.

24 October 2015

Nato stolto

Sei nato, non sei morto
Mai sei morto perché neppure te ne accorgi
Ridi nella vita allora
Non puoi morire
Ed allora, che paura puoi avere mai?
Gli stolti si occupano dei soldi
Non sanno loro che c'è chi provvede a tutto
Aspettano la morte raccogliendo a più non posso
L'amore passa loro accanto
Mai lo vedono
Ai, ai
Svegliatevi o voi stolti!
O voi si che morrete, mai siete nati!

L'istante

Si nasce ogni giorno?
No
Si muore ogni notte?
No

Non c'è nascita
Non c'è morte

Ogni cosa è un attimo
Un istante d'amore

15 October 2015

Dopo 30 anni, incontro con un maestro

Eccomi qui, trentanni dopo. Era il 1985 quando incontrai il maestro. Praticavo Tai Chi da un paio di anni, il mio insegnante era un uomo taciturno e alquanto burbero, a lezione per lo più restava seduto ad osservarci. Ero finito in una classe più avanzata di me al Pime in via Santorre di Santarosa a Milano, copiavo entusiasta i movimenti della forma di Tai Chi Chuan dei miei compagni. Stavo fermo in Qi Gong davanti al maestro, era Ermanno Cozzi, per noi un mito, spesso si recava ad Hong Kong direttamente a casa del Grande Maestro Yang Sau Chung, figlio maggiore del leggendario Yang Chen Fu.
Le poche volte che faceva la forma con noi i nostri sguardi spiavano ogni suo gesto: ricordo ancora la fluidità assoluta della sua forma, dopo trent'anni non ho incontrato nessuno più fluido. Era però alquanto parco, io, avido di qualsiasi cosa riguardasse il Tai Chi Chuan mi recavo alla libreria Hoepli di Milano ad ordinare testi provenienti da oltre l'Oceano, speranzoso di insegnamenti e notizie riguardanti la mia appassionante arte. Libri poi inutili, forme strane, consigli persino errati (non perdete troppo tempo a seguire i libri di Tai Chi e Qi Gong).

Un giorno, su un muro del Pime vidi un foglietto minuscolo: stage del maestro Chu King Hung, discepolo di Yang Sau Chung. Ecco! Che fosse in Germania a me e alla mia compagna di corso Tiziana Ottoni poco importava, era anche carissimo, da pagate in costosi marchi tedeschi. Facemmo richiesta di partecipazione e il responsabile della Itcca tedesca, Frieder Anders ci accetta allo stage.
Partiamo pieni di entusiasmo, e pieni di timidezza per la nostra pratica ancora inadeguata, ero al secondo anno, non conoscevo ancora tutta la forma.
Passiamo la Svizzera, entriamo in Germania, ecco Lindau, bella cittadina sul lago omonimo, ci addentriamo per pochi chilometri nella campagna bavarese, ecco il posto, la Humbold House, immersa nella natura, struttura bassa, costruita per ospitare stage, un posto incantevole. Frieders Anders ci accoglie, completiamo l'iscrizione, mi viene mostrata la bella camerata dove dormirò su un letto a castello, giusto il tempo di cambiarsi, alle 15 inizia la prima lezione, correzione della forma. Mi avvio con la mia inadeguata tuta grigia in mezzo a tedeschi molto più in tema nelle loro divise da Tai Chi scure con polsini e colletti bianchi. Ecco la luminosa sala ed ecco, silenzio, entra il maestro... Che meraviglia, comincia a spiegare tutto, in due ore ho compreso i miei due anni di Tai Chi e ho capito che i maestri cinesi parlano contrariamente a quel che Ermanno Cozzi soleva dire.
Esco dalla mia prima lezione col maestro Chu entusiasta e mi siedo nel locale adibito a caffetteria, ero ignaro di quel che mi stava per capitare, vi entra anche il maestro, sudo freddo, non c'è nessun altro li dentro e si compie quel che mai mi sarei aspettato: Chu King Hung si siede al mio tavolo e mi rivolge la parola nel suo stentato inglese di allora. Letteralmente sudo freddo, mi chiede da dove vengo, la mia timidezza mi paralizza, blatero qualche scusa e scappo in camerata a nascondermi nel mio piccolo quadernetto che sarà riempito di appunti dello stage.



Era il 1985, ora sono qui, trent'anni dopo, in una camera del residence dove il maestro riceve e istruisce  i suoi insegnanti. Non ho più quella tuta grigia, ho parecchie belle divise, ho fatto anche carriera, ho seminato tutta l'Italia per il maestro portandogli molti frutti, diventando suo discepolo, ho mangiato con lui innumerevoli volte senza più fuggire dalla sua presenza, adesso ho la mia strada da percorrere, il proseguimento della strada che lui ha portato a compimento, la stessa strada che Yang Sau Chung aveva compiuto e presa dal padre, il quale a sua volta l'aveva iniziata con la seconda e prima dinastia della famiglia Yang, una strada ancora più antica, erede dei millenni passati, erede dei primi taoisti.
Forse non ringraziai allora il maestro per essersi seduto con me, per aver divulgato il suo sapere, ora è il momento di farlo, grazie maestro.

20 September 2015

Tai Chi e medicina

Ecco un articolo del The Guardian, pubblicato il 17 Settembre 2015, sui benefici del Tai Chi e del Qi Gong sulle persone anziane.
Anno dopo anno innumerevoli articoli, migliaia di studi medici sui benefici ad ampio spettro sulla salute degli esseri umani di questa antica arte.
C'è stupore da parte della comunità scientifica, negli ospedali, medici e paramedici si ritrovano per consultarsi sulle proprie esperienze di pratiche alternative e cercavo di capirne la portata e come introdurle nelle proprie strutture. Si scontrano però con la burocrazia medica, servono prove scientifiche sulla efficacia e le chiedono al Tai Chi. Questa è una visione miope, è il medico l'esperto in scienza medica, è la medicina che deve spiegare perché il Tai Chi, il Qi Gong e altre pratiche del benessere fanno bene.
L'insegnante di Tai Chi svolge un'altra funzione, insegna Tai Chi, Qi Gong, Meditazione. ne trasmette gli aspetti energetici e di movimento, ha cura del benessere dei suoi allievi, lo fa con la metodologia che gli è stata insegnata, non si sposta su un piano, quello medico, di cui non ha né competenza, né interesse, sa che il Tai Chi fa bene, lo sente su se stesso e trasmette questo.
Il Tai Chi non ha bisogno della medicina, la medicina ha bisogno del Tai Chi, questo dovrebbe essere compreso, sia da quegli insegnanti che sentono la necessità di doversi giustificare dando "prove" mediche dell'efficacia del loro insegnamento, sia dalla medicina che è ancora miope su come funziona l'essere umano nella sua intierezza.

12 September 2015

La Valle dell'amore

La Valle dell'amore

Facendo l'amore è bene che la donna arrivi senza indugio al suo orgasmo. Quando questo avviene deve tenerlo aperto, lungo e deve rimanerci. L'uomo naturalmente deve fare l'opposto, il suo orgasmo deve arrivare alla fine del rapporto amoroso. Se vi arriva troppo presto priva la coppia del naturale godimento e dello scambio energetico necessario all'amore. Procrastinare l'orgasmo è una tecnica che si impara, e fa si che il rapporto rimanga in una Valle, passiamo chiamarlo la Valle dell'orgasmo, uno stato di benessere, di piacere continuo, in cui i due partner si confondono fra loro e diventano uno.

La donna deve assolutamente evitare di far venire l'uomo, purtroppo ci sono donne che hanno questo come scopo, è un meccanismo più o meno inconscio di "appropriazione dell'orgasmo maschile", di potere, ma porta solo al termine del loro stesso piacere.

L'uomo col tempo può imparare ad avere un "orgasmo interno". L'orgasmo esterno della donna avviene con la stimolazione del clitoride, quello interno della vagina, l'orgasmo dell'uomo è un orgasmo esterno e si può imparare ad avere un orgasmo interno senza emissione del seme molto simile a quello della donna: è questione di ascolto, si accorgerà così che avvengono degli apici nel rapporto che possono essere prolungati e intensificati sino ad avere questo orgasmo interno.

Non è bene cambiare spesso posizione, non si può fare l'amore stando in testa. Chi è in testa ama fare cose strane, cambiare posizione spesso, fantastica, si spinge verso la pornografia e cerca molte altre cose inutili. È un problema della nostra società l'essere in testa, ma conduce a rapporti frettolosi e generalmente insoddisfacenti. È possibile imparare a "scendere": piano piano, durante il rapporto, eliminate il bisogno di altro, concentratevi sul vostro piacere e sul partner, aprite il corpo e respirare, entrare nella Valle dell'amore e sarete entrati in uno stato di meditazione e meditazione è benessere, salute e gioia.

01 September 2015

La mente che mente

La mente mente. È bene tenerla ferma, raggiungere l'immobilità della mente: solo a questo punto si entra in uno "spazio" dove la vita è vita, dove l'energia ci inonda e ci cura, dove esiste sanità e la mente non è meschina a soppesare i pro e i contro di ogni nostra azione, dove i soldi la fanno da padrone perché li siano schiavi della paura.

Come tenere immobile la mente? La meditazione aiuta, ci sono innumerevoli tecniche, dal respiro alla percezione energetica, dalla visualizzazione della Valle al movimento lento del Tai Chi; lo scopo è lo stesso, fermare la mente ed entrare nello spazio sacro dove siamo uno col Tao, con Dio.

Neppure la meditazione basta, ci deve essere un desiderio continuo, una voglia di esser lì, di esser tutt'uno, mente, corpo, energia, di esser fermi nell'istante sacro dove non ci si sposta nel passato e dove non si scivola nel futuro.

La gola può essere un buon punto di ascolto, nella nostra società è molto chiusa energeticamente. Testa e cuore separati.
Fermo a sentire l'energia della gola, davanti e dietro, aspetto la guida energetica, il Qi, il Prana in Oriente, lo Spirito Santo in Occidente; quando sento il movimento energetico, ecco, ascolto immobile e realizzo.
Il mento si scioglie, non mento più a me stesso come nella mente che mente avviene, ma ora la Mente mi culla nel suo abbraccio vitale.

Se scappiamo via, deve esserci consapevolezza, non lasciamo ai nostri pensieri il consueto dominio di noi, fermiamoci ancora, ritroviamo il miele dell'esser fermi, fra le due sponde del respiro, di nuovo a casa.

12 August 2015

Le carte dell'infinito: la spugna

La spugna assorbe, si gonfia, si gonfia. Trattiene a fatica ciò che ha assorbito e così può dare, basta poco, una stretta della mano e la spugna dà tutto ciò che ha, restando senza nulla, restando spugna.

Assorbe e dà, assorbe e dà, è sempre se stessa, sempre spugna, qualcuno, con una visione ristretta può accusarla di prendere a più non posso, ma subito gioiosa dà via quel che ha preso ed è dunque generosa, prende a chi ha e dà a chi non ha, novella Robin Hood.

02 August 2015

Giochi di sabbia

Il mondo reale è come la sabbia, puoi costruire tutto, anche la cosa più bella, ma prima o poi torna sabbia e noi ce ne andiamo senza neppure un granello di questa sabbia.
Ciò che l'ego costruisce con immani sforzi non è null'altro che un gioco di bimbi, pur tuttavia questi si divertono!
Quanti castelli di sabbia inutili.

15 July 2015

Nera

Nera come la notte
Pelle vellutata
Sulla mia scivolava
Caldo dei nostri cuori
I respiri erano pronti
Prudenza pensasti
E l'amor lasciasti

08 July 2015

La puntina e il solco

Una puntina è essenziale che passi sul solco di un disco affinché possa riprodurre musica.
Questo binomio Yin Yang lo ritroviamo in miriadi di cose: sto scrivendo col mio smartphone queste parole, musica più o meno bella, strisciando il mio dito, la puntina, su una tastiera, il solco.
Una mano che sfiora la pelle, una bocca che bacia, un pene in una vagina sono tutte puntine a contatto col solco che suonano musica. Il risultato del contatto materiale è centuplicato energeticamente!

Si ha paura dell'energia, chiese e materialisti ne han paura, la musica va in profondità.

25 June 2015

Le famiglie, i gender

Non sono molto per la famiglia, chi vuole sposarsi, lo faccia, ma si vive assieme bene anche senza matrimonio, anzi, sposati scattano meccanismi inconsci strani e credo che le coppie sposate durino, nella nostra epoca, meno di quelle non sposate.
Se siete in linea con chi incita al "family day" o similari, ricordiamo che i principali promotori di tali manifestazioni, sono tutti sposati più volte. Kiko, il capo dei neoeucumenici che hanno promosso il recente family day sostiene che la colpa delle violenze sulle donne è della stessa donna che lascia il marito per un'altra donna ed il malcapitato si trova disperato perché non ha conosciuto Dio che lo avrebbe salvato dall'angoscia dell'abbandono. Invero sembra che Kiko dica che lo stesso succede alle donne quando l'uomo se ne va. Non si sa perché la donna voglia andarsene con un'altra donna e non con un'altro uomo. Il pensare di Kiko non ha consapevolezza, basta fargli notare cosa hanno fatto i preti pedofili della chiesa: loro hanno Dio, eppure fanno ben di peggio di una donna che lascia il compagno.
Se due vogliono sposarsi liberi di farlo, ci vuole libertà, non possiamo mai imporre la nostra volontà. C'è una regola, lasciare liberi tutti a meno che la mia libertà non vada ad intaccare la tua, è una regola taoista, è una regola che a Dio piace. Due maschi vogliono sposarsi? Bene, è una loro scelta, se poi io non lo farei perché non mi sposerei neppure, questo è un mio problema.

C'è il problema dei figli, una coppia gay vuole dei figli? Su questo persino le coppie gay non sono d'accordo, Dolce e Gabbana hanno espresso parere contrario. Io penso che un bambino piccolo stia meglio con un essere umano che lo curi e allevi piuttosto che in un orfanotrofio, darei la possibilità al singolo di avere figli adottati, non alla coppia. Se poi il singolo è in coppia, questo può essere un di più. Quindi terrei la definizione madre e padre, e non genitore 1 e genitore 2 che è orribile. Affidando ad un singolo si può mettere madre o padre. E comunque in una coppia gay sia maschile che femminile c'è sempre uno che ricopre più un ruolo e l'altro l'altro.
Purtroppo si usano i figli per i propri scopi narcisistici, ma questo succede in tutte le famiglie, genitori che vogliono figli come supporto, per uno scopo nella vita. Si dovrebbe essere completi in sé prima di avere figli, poi quando i figli crescono si paga sempre lo scotto perché non si è lavorato su di sé e resta il vuoto che può portare anche a malattie gravi.
Se poi i figli non arrivano, credo sia giusto fare un lavoro su di sé prima di usare tecniche non naturali, perché se non arrivano, una parte di sé non li vuole, è contro; l'inconscio esiste, va compreso, cercare le cause del proprio non volere figli può aiutare ad averli. Anche solo fare cose per sé può aiutare, ad esempio molte coppie ritenute sterili o con gravidanze a rischio facendo Qi Gong e Tai Chi hanno potuto avere figli in maniera naturale.
Comunque vale la regola della libertà altrui per cui, ognuno faccia figli come meglio crede.

Noi non nasciamo mamme come non nasciamo papà, noi nasciamo e restiamo esseri umani. Esiste una seconda legge, quella dello Yin e Yang, l'essere umano, come tutte le cose è Yin e Yang, ha un aspetto maschile ed un altro femminile, chi nega ciò è un integralista, si scinde e all'esterno di sé vede la sua parte negata, il diverso. Ad esempio, il classico macho nega la sua parte femminile, la cerca all'esterno. Questo spiega anche perché si può preferire un uomo o una donna, dipende da quale nostro lato ha bisogno di svilupparsi.
Per la regola dello Yin e dello Yang esistono donne ed esistono uomini, ma ognuno resta invero essere umano, in secondo ordine è donna o uomo.
Retaggi di una società malata dei secoli passati hanno fatto sì che essere madri abbia preso il posto di essere esseri umani. Mamme, non mamme, ricordate, siete in primo luogo esseri umani, se siete mamme o non lo siete, nulla cambia, non siete meglio o peggio.

In conclusione, direi a tutti i benpensanti e religiosi di rispettare sempre la regola della libertà altrui, Dio ama tutti in ugual misura e metterei in guardia da aspetti troppo narcisistici, la regola per tutti è seguire l'amore, Dio desidera questo.

17 June 2015

Wakan Tanka, ovvero Dio

Non possiamo non tener conto del concetto di Dio nella nostra vita. Quando c'è sofferenza, malessere o quanto altro che ci affligge, abbiamo perso Dio.
Non c'entra l'appartenenza ad una religione o ad un credo, c'entra il proprio rapporto con Dio.
Molti non amano la parola Dio, la Chiesa l'ha fatta detestare con la sua miseria, epperò Dio non c'entra nulla con la Chiesa, Dio è una esperienza personale, possiamo chiamarlo Tao, Allah, Manitù, Jahvè, il Grande Spirito, non ha importanza.
L'equazione è semplice, o io o Dio. L'umano vive facendo tutto da sé, sforzi su sforzi per arrivare da nessuna parte, con la schiena dolorante e infelice. Vuole essere Dio, vuole risolvere ogni cosa da solo. Lasciamo questi compiti faticosi a Dio che in quanto Dio non fa certo fatica a farli!

13 June 2015

L'uomo

L'uomo dicono sempre.
Anche le donne dicono uomo.

E le donne dico io?

Uno sguardo vuoto percorre...
L'uomo?
Si intende anche la donna, replicano.

Ah! Faccio io.

11 June 2015

Sul lavarsi i denti

Non piegatevi in avanti, così facendo chiudereste la bocca ed i denti si serrano.
Invece, alzate la testa, aprite per fare questo le costole sul davanti, alzate il petto e così la bocca si schiude ed i denti si aprono in maniera naturale.
Una persona mi disse che in codesta maniera avrebbe schizzato lo specchio; può aver ragione, ma lavarsi i denti come propongo è più gioioso e più sano, magari potete provare a farlo da seduti, è una ottima soluzione.
La scelta è fra amare i propri denti, quindi amare se stessi o odiarli. La rabbia chiude il petto ed i denti si stringono mettendosi in una posizione non naturale, di notte così si digrigna, aprire è la soluzione.
Quando vi accorgete di avere problemi ai denti considerate che state dando colpi ai vostri denti perché siete troppo duri, fermatevi e portate loro energia con l'apertura, i denti vi ringrazieranno e torneranno a funzionare!

07 June 2015

She

Long years passed
The sea between us
A whisper of the wind
Words in my back
Coming from nowhere
I knew was you

27 May 2015

La Valle

Dentro la Valle, dentro se stessi.
Finalmente fermi in noi.
Una Tigre improvvisa, un Cervo che guarda.
Rumore di ali, onde misteriose.
Una grotta per riposare, una foresta che disvela.
Profondo il nostro essere.
Nessuno lo sapeva, noi neppure.

Tai Chi

Un fiore nasce, cresce e muore.
La sua bellezza resta nell'essere un fiore.
Una breve brezza ondeggia i suoi petali.
Il Tai Chi ci fa tornare noi stessi.
Ondeggiamo lenti, sospinti dalla brezza della vita.
Incuranti dei falsi problemi che ci siamo costruiti.
Ora siamo quei fiori dai mille colori.

24 May 2015

La Croce della vita

La vita ha due assi, uno orizzontale ed uno verticale.
La vita quotidiana si svolge sull'asse orizzontale, l'asse della superficie. Da un lato il lavoro, dall'altro lo svago, il piacere. Un binomio Yin e Yang. Il segreto della vita è comprendere il punto centrale, l'incrocio dei due assi.

Più si lavora e più si cerca piacere. Agogno un viaggio in isole o terre remote, ma più l'agogno e più mi sposto dal centro e più significativa è la mia alienazione dalla realtà e l'asse comincia a ballare, come una bilancia impazzita.

L'asse verticale è l'asse della profondità, i popoli orientali nel passato erano orientati su quest'asse, i monaci zen, l'adepto taoista, lo yogi, entravano in stati di vita profonda con la meditazione, a volte talmente profondi che non si muovevano più. È lo stato dell'immobiiItà, contrapposto allo stato del movimento rappresentato dall'asse orizzontale.

Viviamo ormai di quest'asse, il movimento globale, la comunicazione globale, il terzo occhio sempre aperto che fagocita, che mangia tutto. Polifemo con il suo gigantesco, unico occhio, ben lo rappresenta. Ulisse è il grande saggio occidentale che riesce a "chiudere" il terzo occhio e si centra.
Centrarsi, cioè avvicinarsi all'interazione dei due assi senza più oscillare paurosamente di qui e di là come stiamo facendo.

Il Tai Chi rallenta, ci porta più verso il centro, ci aiuta a capire la necessità di avere un asse verticale nella nostra vita, il saggio, l'illuminato non si sposta più dal centro della croce.

14 May 2015

Comunque lieta

Sopra di te
Sopra di me
A lato
Comunque lieta

Rumor di sciacquio
Eccitante
A fondo
Ecco, ora eravamo profondi
E tu
Comunque lieta

Ruggiva Leone
Quattro ruggiti
Tormenti d'amore
Svaniti nel nostro respiro
Dovetti uscire da te
Restasti
Comunque lieta


10 April 2015

Sul respiro

Nasciamo ispirando, moriamo espirando, Yin, Yang, un ciclo, la vita è un ciclo completo.
Durante tutto l'arco di questa vita ci portiamo sempre con noi il respiro, non nasciamo con soldi in tasca, questi vanno e vengono, sono episodici, così come lo sono tutti i beni, i possessi. Di questi alcune persone ne hanno di più, altre di meno, ma tutti abbiamo il respiro. Siamo tutti esseri umani perché respiriamo, è questo che ci rende vivi, è questo che ci accomuna col tutti gli esseri sulla terra, animali, vegetali.

Il respiro è l'unico atto nell'essere umano che è sia involontario, sia volontario, ma se è volontario, perché lo è? Ve lo siete mai domandati?  La risposta è semplice, perché ci è stata data la possibilità di respirare, di respirare come vogliamo, di far entrare l'aria che vogliamo.
Si dice, "il respiro è vita", ma quante volte al giorno ci accorgiamo di respirare? Per nostra fortuna è anche un atto involontario, altrimenti la terra sarebbe spopolata, siamo troppo occupati nella nostra vita per respirare. Se poi ci si ammala, non c'è da stupirsene, ci siamo dimenticati di respirare.

Per respirare a fondo dobbiamo usare il diaframma. Cosa è questo? Milioni di persone vivono e respirano senza saperlo. Il diaframma è la componente fondamentale del respiro ed espleta molte funzioni importantissime: tosse, voce, canto, vomito, parto, un tempo ne ho contate una ventina. Se non sapete cos'è il diaframma, sbadigliate, si stenderà, fra cassa toracica e stomaco, verso i fianchi e dietro sui reni.
Quando respirate non prendere l'insana abitudine che ormai tante pratiche insegnano: non ispirate gonfiando la pancia, questo tipo di respiro taglia, blocca il diaframma. Ispirate facendo salire e aprendo il diaframma e suggete dall'ombelico, né più, né meno di come facevamo nella pancia della mamma.
Se volete capire bene il meccanismo, smontate una pompa della bicicletta, all'interno ci sarà una membrana adibita al risucchio dell'aria, il diaframma. L'aria entrerà ed uscirà da una parte, ma lo stantuffo che aspirerà l'aria si troverà dall'altra parte, come naso ed ombelico.
Se poi volete veramente comprendere bene tutto il meccanismo del respiro, prendete un bell'ombrello, l'ombrello è identico al respiro, ne ha ogni componente.

Gli ammalati hanno giovamento da una sana respirazione, non solo per l'apporto di ossigeno al sangue e per il potente lavoro del diaframma sugli organi interni, ma il respiro influisce sugli stati dell'essere: un depresso non respira, non ha voglia di inspirare, non ha ispirazione. Chi ha paura non esala, ha paura della morte.
La sanità sempre si accompagna al respiro.

Buon respiro, buona vita.

05 April 2015

Le carte dell'infinito: Buona Pasqua

Morti ammazzati dappertutto, corruzione, malaffare. A leggere un giornale si capisce che non siamo messi bene; eravamo una generazione post guerra e ci eravamo abituati bene: pace, pace per lunghi anni nelle nostre terre.
L'ulivo è simbolo di pace, si dona un ramoscello d'ulivo, un segno di pace, ma gli ulivi millenari della Puglia, il baricentro d'Italia sono infetti, stanno morendo, non riescono più a mantenere la pace. Significativo.
Aumentiamo nei nostri cuori il livello di Pace, estendiamola, portiamola dappertutto.
Non più cristiani, musulmani, ebrei, atei, ma esseri umani, questo siamo, spargiamo la voce.
Buona Pasqua
Carlo

03 April 2015

Pasqua

Pasqua per i bimbi è sinonimo di Uovo, uovo di cioccolato, una delizia, e dentro la sorpresa, spesso non all'altezza delle aspettative.
Pasqua è la risurrezione di Gesù che diventa Cristo. Prima era solo Gesù, un essere umano come noi, un essere dove l'ego detta come vivere, con i mille risvolti di morte.

Questo ego porta Gesù verso la morte, ma la morte non esiste e Dio attraverso Cristo vuole dimostrarcelo. Cristo sulla croce si libera dell'ego, il momento è quando dice: "non la mia, ma la tua volontà Padre".
L'ego vuole solo la nostra morte e la morte di tutti, si pascia di morte e croce, con questi tiene il dominio e rinnega Dio, se esiste la morte non esiste Dio, questo il pensiero nascosto che non comprendiamo mai.
Se non esiste Dio, io sono dio. L'ego ama sentirsi Dio.
Cristo è riuscito a dimostrare a se stesso che la morte non esiste, l'ego è scomparso e lui risorto. Il messaggio che ci dona è: "anche voi, cosa aspettate?!".

I bambini lo sanno, l'uovo è tondo, rappresenta l'essere umano completo, Cristo, e la sorpresa nell'uovo è il messaggio di Cristo: "La morte non esiste".

25 March 2015

La meditazione del Lago

Siamo in una Valle, la Valle del nostro essere.


Camminiamo verso Nord, verso l'alto, osserviamo.

Stiamo cercando un Lago.

Diamo il benvenuto a qualsiasi elemento incontriamo.

Eccolo, Lago. Lo salutiamo e ci sediamo ad osservarlo.

Nel momento in cui ci sediamo un uccello si posa sulla nostra spalla sinistra.

L'uccello si acquieta. Anche noi. L'acqua del Lago diventa immobile, la testa dell'uccello pure.

 Restiamo in profondo silenzio ed immobili per quanto vogliamo, anche per pochi secondi.

Al termine ringraziamo Lago e Uccello

22 March 2015

Narnia, una "Valle del Tao"

Il primo libro delle Cronache di Narnia, "Il Leone, la Strega, l'Armadio" è un bell'esempio di "Valle del Tao". Alcune delle mie annotazioni saranno più comprensibili a chi ha una minima conoscenza della "Valle", pur tuttavia il filo conduttore della vicenda ha profondi risvolti sulla vita di ognuno.
Mi rifaccio al film perché il libro l'ho letto molto tempo fa.


Quattro ragazzi si ritrovano in Narnia, un mondo fantastico. Vi entrano da un armadio, da una porta. Si entra sempre da una porta nel mondo interiore, mondo precluso dalla nostra coscienza, sempre vigile affinché si resti nel cosiddetto mondo reale. Ogni meditazione esige una porta, Narnia ne ha una: l'armadio. Anche Tolkien, nel Signore degli anelli, fa entrare i quattro hobbit protagonisti nella "Valle" di Tom Bombadill da un cancello di una lunghissima e inaccessibile siepe.
La porta segna il passaggio da un emisfero cerebrale ad un altro. Purtroppo viene troppo poco cercata nella nostra frenetica civiltà.


Siamo a Londra, seconda guerra mondiale, durante i violenti bombardamenti nazisti. I giovani venivano messi in salvo nelle campagne.
I nostri quattro protagonisti si ritrovano, soli e tristi in una bella tenuta. L'apertura della porta che da l'accesso a Narnia avviene grazie alla più piccola, quella che mantiene ancora in sé lo spirito puro dei neonati, ancora non corrotto dall'ego come i fratelli che litigano fra di loro. Il nostro bambino interiore, non ancora bambino vampiro.


La Valle al di là della porta è piena di neve, fredda. È come il loro umore, come il mondo in guerra, il mondo dove l'ego impazza: una Valle fredda è sempre interpretabile in questo modo.
La bambina che al termine sarà la regina dell'est, cioè del nostro lato Yang, incontra un Fauno (qui vi rimando ad un altro mio articolo, il labirinto del fauno). Il fauno ha gli zoccoli, è un quadrupede.


La piccola accende una scintilla di speranza portando il suo candore-calore nella Valle e il Fauno ne è subito influenzato, liberandosi dagli influssi dell'ego. Ego che Lewis, l'autore di Narnia, rappresenta con una donna, la regina di ghiaccio. Al fratello minore, il più turbato dalla guerra, che al termine sarà il re dell'Ovest, la nostra parte Yin, avviene di incontrarla subito appena fa il suo ingresso nella Valle, lui, il suo ego, tiene la Valle bloccata e l'incontro fra i due, non è casuale. Il lato uccello, la mente è turbata.


L'asse Nord-Sud della Valle è rappresentato dagli altri due fratelli, il maggiore diventerà il re del Nord, la testa, mentre la sorella sarà regina del Sud, la pancia. Nonostante i loro dubbi e le loro ansie, entrano bene in Narnia e ben presto assieme alla sorellina si avviano alla ricerca dell'elemento essenziale della Valle, il centro, il cuore, rappresentato da Aslan, il Leone. Ogni Valle è preda dell'ego senza lo spirito, senza il cuore.

I nostri tre ragazzi passano un altro elemento base della Valle: Fiume. Questo è ghiacciato, l'acqua, la vita non può quindi fluire, la causa è l'assenza dell'elemento equilibrante di Fiume: Fuoco. Non può esserci fuoco perché la regina del ghiaccio spegne ogni vita col suo mortale tocco, trasformando ogni essere vivente della Valle in pietra. Nella valli si trovavo tante pietre, sono tutti gli episodi della nostra vita accadutici che abbiamo voluto rimuovere senza usare consapevolezza per scioglierli, per capirli. La coscienza, l'ego, li rimuove, si difende così in maniera stolta e la persona perde vita man mano che la vita procede.

I ragazzi avvicinandosi al Leone, cioè all'equilibrio di acqua e fuoco, fanno sì che avvenga il disgelo, che torni il calore che scioglie il ghiaccio e rispunta dopo cento anni la primavera. Qui avviene un episodio che un adulto potrebbe trovare ridicolo, arriva Babbo Natale portando doni ai ragazzi. Eppure il simbolismo e profondo, Babbo Natale è il vecchio saggio, l'anno vecchio che finisce e quindi rappresenta il ciclo della vita che può ricominciare. 


Ogni ciclo porta doni, il ciclo produce sempre qualcosa. E i ragazzi ricevono questi doni, il Nord una spada, il simbolo della saggezza che taglia il vero dal falso, il Sud riceve un arco col quale decide di vita e morte come i nostri genitali, l'Est ha in dono una pozione guaritrice come la nostra mano destra sa fare. Manca sempre l'Ovest. Il ricongiungimento avviene quando tutti e quattro arrivano da Aslan, cioè sono ora al centro della Valle.

Sconfitto l'ego i quattro ragazzi sono ora re e regine e governano i loro punti cardinali, e Aslan è al loro centro. Ora la Valle è in perfetto equilibrio è la persona, (Una persona, una Valle) è completa.

L'autore purtroppo lascia che Aslan vada via e i nostri ragazzi si ritrovano fuori dalla Valle, fuori dalla porta dell'armadio e li vediamo alla fine del film bisticciare  ancora fra di loro. Senza Aslan questo è la normalità.


Nota per il Sud: Se il seme esce e la vagina accetta si ha vita esteriore.
Se il seme esce e si disperde o la vagina non accetta si ha morte esteriore ed interiore.
Se il seme non esce e la vagina accetta si ha vita interiore con l'orgasmo di entrambi.


18 March 2015

Uova Fritte

Nota introduttiva: questo articolo è pubblicato sul mio blog unicamente per fare audience; sono invidioso della mia amica Irene che ha raggiunto col suo blog di cucina vegana un milione di visitatori, quindi è un articolo che serve solo ad attirare polli. Se siete fra questi, cliccate su g+ che sta, rosso su bianco come le uova, da qualche parte sulla pagina.

Veniamo al contenuto del post, sul perfetto cucinare le uova fritte.

Prendete tre uova, non una di più, non una di meno, una per la testa, una per il cuore, una per la pancia.
Nel mentre scaldate una padella assolutamente antiaderente così da dover mettere solo un leggerissimo strato d'olio.
Appena l'olio è caldo, cioè subito e se burro, subitissimo, con abile mossa rompete con eleganza le uova sul bordo della pentola. Evitate di sporcare, questo sarà determinante nell'attribuirvi un punteggio dall'1-al 10 (non barate).

Se le uova si rompono sappiate che eran vecchie, non è mai colpa vostra e questo significa che mangiate troppe poche uova! Le uova sono altamente energetiche, vi nutrono bene.

Tre uova ci stanno bene in una pentola, l'occhio vuole la sua parte per cui osservate la forma a triangolo che giace davanti ai vostri occhi. Questa è la parte più meditativa del vostro cucinare, distogliete lo sguardo solo per aggiungere un pizzico di sale, se ne mettete troppo sappiate che dovrete buttarle, se non ne mettete cambiate blog: il sale è il sale della vita e se per voi non si deve mai aggiungere sale, be... rinascerete su questa terra per molti Kalpa come dicono i buddisti...

Tornate a posare lo sguardo sulle uova, i piedi leggermente aperti, il peso si sposta lentamente da una gamba all'altra. Osservate ora gli effetti di Fuoco, elemento fondante della vita, osservate la trasformazione alchemica delle vostre tre uova. L'albume magicamente diventa sempre più bianco, un bianco puro, potete muovere delicatamente la padella per appianare eventuali accumuli di albume su determinati punti, il tre diventa uno. Se siete del tipo di persone che cominciano a interferire troppo col cucchiaio di legno, e le vostra uova saranno "uova strapazzate" al termine della cottura, sappiate che dovete dar mano a correggere la vostra esistenza in quanto siete troppo autodistruttivi.

Ricordatevi, siamo in meditazione! Continuate a rimirare le vostre tre uova, scacciate tutti quegli stupidi pensieri che vi frullano in testa tutto il giorno: guardate le piccole bollicine che ora si formano, ecco che si sprigiona il profumo, l'aria attorno a noi cambia, ne è invaso, è il fuoco che tutto trasforma. Riflettete sugli odori, è sempre il calore che li causa, il raggio del sole sprigiona la fragranza dei fiori, delle resine.

Ora è della massima importanza osservare il tuorlo, era rosso, appena cambia di colore siate pronti a spegnere il fuoco, certo, vi piace il bianco ben cotto, quasi bruciato, ma il rosso è primario,

Ecco! Il momento è arrivato, spegnete la fiamma.

Adesso viene il momento più tragico, alcuni per non rompete le uova preferiscono mangiarle nella padella, ma ciò non va bene, dovete spostarle sul piatto. All'uopo, questo termine ben si adatta all'uovo, usate possibilmente uno di quei moderni utensili di plastica nera piatti sottilissimi che le uova amano, se avete in mano uno di quegli antichi cosi in alluminio, tornare a leggere il punto sopra sui distruttori di vita.

Ora scodellate le vostra uova su di un bel piatto bianco, altri colori non sono ammessi, sedetevi e gustatevi tutto il profumo e la fragranza delle uova che giacciono lì davanti a voi.

Non abboffatevi, ricordate che il mangiare, come il cucinare, come la vita tutta, è un atto meditativo. Mangiate le uova come meglio credete, ma non mandatele giù senza gustare ogni più piccolo boccone. È consentito usate lo smartphone per chattare con gli amici, per leggere la posta, per leggere dei nuovi arresti per tangenti, siate moderni, uno smartphone è maneggevole, un giornale vero è troppo ingombrante e distoglie troppo dalle vostre amate uova, un libro pure, scaricatelo sul vostro lettore digitale e buon appetito.

ps

Volete un piatto migliore di questo? Aggiungete alle uova della mozzarella, ummmm, che bontà.

Se non vi piacciono le uova, sappiate che le uova hanno una forte simbologia sessuale, il bianco ricorda lo sperma, i fluidi vaginali, il rosso il sangue, non c'è bisogno dello psicoanalista, troppo costoso, però cercate di riesumare il trauma che vi impedisce di mangiare questo ben di Dio.

Per i vegani non so che dire, certo, vegano suona bene, da persona fica, l'ego vuole la sua parte, ma appena potete, trasformatevi in vegetariani, comprate uova bio, salverete molte galline dagli allevamenti intensivi e contribuirete a moltiplicare la loro specie.

16 March 2015

Volver - il flusso della vita

Almodovar ci regala un bel film sulla fluidità: sei donne, di tre generazioni diverse, sono coinvolte in due omicidi, ma riescono a trovare la fluidità necessità per continuare a vivere serenamente. Nei momenti tragici del film, appaiono delle pale a vento che girano placidamente, in quei momenti la tragedia umana ritrova il suo flusso, volver, tornare.



Il fluire e la consapevolezza sono i due elementi di una vita sana, l'acqua ed il fuoco del taoismo, Fiume e Fuoco della Valle taoista.

Nel film non c'è la classica tragedia finale tanto cara a molti registi, la morale "occhio per occhio, dente per dente" tipica del vecchio testamento, morale che l'ego vuole sempre. Anzi nel film non c'è un solo intoppo che fermi le nostre protagoniste, non un solo poliziotto, simbolo caro all'ego sempre vigile e attento a regole e leggi, e quanti film di guerra e di polizia ci propina l'ego nella nostra società!

Almodovar lascia che la vita continui, le nostre donne, grazie al loro cuore, si ritrovano e fluiscono nella loro vita fatta di nobili sentimenti ed aiuti a se stesse e agli altri. Tutte donne, è vero, alcuni uomini vengono presentati come perversi e la loro vita finisce per la loro incapacità di fluire, ma alcuni uomini, il ragazzo della troupe televisiva ed il proprietario del ristorante, sono fluidi anch'essi.

Il contrasto col mondo "normale", mondo dell'ego viene mostrato da Almodovar in due momenti. Il primo all'inizio del film, nel cimitero dove vengono inquadrate molte vedove intente a pulire le tombe dei propri cari.


Il mondo dell'ego è un mondo di morte, la morte per l'ego è fondamentale per mantenere la presa sull'essere umano. Lucidare le tombe, simbolo di morte, serve a far risplendere il tema caro all'ego. Una delle nostre protagoniste viene ogni giorno ad accudire la sua tomba, rifugio finale della sua visione di morte a cui il cancro la sta portando; lei sarà l'ultima a trascendere l'ego diventando fluida durante uno show televisivo dove risvegliandosi dalla pagliacciata collettiva che l'ego sempre mostra ai telespettatori suoi schiavi, si alza ed abbandona lo studio tv.

L'altro momento è durante la veglia funebre della cara zia, dove tutti gli uomini sono mostrati in attesa, all'aperto, vestiti tutti di nero, in cravatta con volti contriti e nella camera mortuaria, tutte le donne, sempre rigorosamente in nero, sono sedute anch'esse contrite attorno al corpo della zia.


Qui entra una delle protagoniste e viene ripetutamente abbracciata e baciata da tutte con un gesto rituale, manierato, tipico dell'ego, ma ci rimane poco, si alza con l'amica ed esce, a significare che lei non appartiene più a quel mondo perché si è risvegliata e fluisce.

Ben diversa è la tomba che Penelope Cruz regala a suo marito, è posta accanto a un fiume, accanto al fiume della vita, quel fiume che dovremmo sempre lasciar fluire.
L'uomo è morto, ma la morte non esiste e le nostre protagoniste vogliono mostrarlo a lui, a noi.


08 March 2015

Festa delle donne

Può una donna avere una festa?
una sola festa all'anno?

lo Yin in me sorride
non sempre ha il suo spazio

lo Yang anche sorride
non sempre ha il suo spazio

ed allora che sia
festa per il mio Yin tutto l'anno
festa per il mio Yang tutto l'anno

si stringono assieme felici
ed il mio cuore è lieto

8 Marzo

Nella vita l'uomo deve imparare a conoscere il suo lato Yin e così conosce molto meglio il suo lato Yang e vive 365 giorni nello Yin e nello Yang e festeggia la giornata dell'uomo e della donna 365 volte l'anno.

Naturalmente anche le donne devono conoscere il loro lato Yang.

Entrambi sono ora completi.

05 March 2015

Capra

È l'anno della capra nell'oroscopo cinese, capra o pecora, in questa cultura non fa differenza, è uno dei dodici animali prescelti per simboleggiare un aspetto dell'essere umano, aspetto che muta ogni anno e si ripresenta ogni dodici anni, ma con varianti legate al fatto che l'animale di turno può essere di fuoco, di acqua, di legno, di metallo e di terra.

Anche da noi la capra, il capricorno trova spazio nei dodici segni dello zodiaco.
Un animale importante quindi, eletto a simbolo caratteriale in gran parte del mondo.

Aspetto interessante è che, mentre nella cultura orientale, capra e pecora non vengono divisi, restano un unico animale, un aspetto yin e un aspetto yang di un unica specie, nella cultura occidentale i due sono scissi, la pecora è un forte simbolo Cristiano, l'agnello di Dio, l'agnello che si immola per la salvezza dell'umanità, mentre il caprone è diventato, dal medioevo, il simbolo del diavolo.
A capra e pecora questo poco importa, vanno anche pascolando assieme; chi è nato nell'anno della capra è onesto e creativo. Qui avviene la scissione: l'onesto è pecora, il creativo è capra, l'onesto è un fesso, il creativo un ladro. Stiamo scontando questa stupida legge voluta dai potenti della chiesa.
La cultura occidentale è chiamata da quella orientale, cultura dualista: lo yin sembra una cosa, mentre lo yang sembra un'altra cosa. Dio e il diavolo sono scissi, non tenuti assieme. Il fondamentalista proietta la sua scissione sugli altri, lui è il bene, il baluardo del giusto, del santo, l'altro è il male, il peccatore, il cattivo. Il taoismo ben comprende che Yin e Yang sono componenti di una unità: la notte ed il giorno sono uno, posso vedere la loro diversità, ma non posso pensarle due cose separate, sono l'aspetto di un unico ciclo. Questa è sanità.

Riporto sulla Capra:

Narra la leggenda che la capra arrivò tra i primi dodici animali a cospetto dell'imperatore  lavorando in squadra con il gallo e la scimmia.

La capra ha una predominante dell'elemento femminile yin ed è un animale armonico. La sua luce illuminerà il cammino di tutti. Poiché è un erbivoro ed è dominato dall'elemento terra, farà crescere l'erba e le piante. Per questo è un animale legato alla creatività e al mondo delle arti.

L'anno della capra, in questo ciclo dominato dall'elemento legno, sarà un momento in cui fermarsi a riflettere sul cammino che si vuole intraprendere.

Compagna di scuola

Ti rividi una notte

Sembrava ieri quand'eravamo in classe
Quel bacio a lungo atteso fra i banchi ormai vuoti
la sera diventò notte fra i nostri lunghi discorsi e i gemiti dell'orgasmo

Ora mi sfiorasti
La tua energia penetrò
molto più dentro delle tue dita
molto più nell'anima di quel che pensasti

fummo costretti
l'orgasmo 40 anni dopo
fu tale e quale
ma il sorriso stavolta non svanì

02 March 2015

Plastica

Ti baciai, sapevi di plastica
ti ribaciai, sapevi di plastica
la tua lingua dov'era?
serpentina e plasticosa

Ti guardai nei tuoi occhi
color noce plastica
ti scossi le spalle
rumore di plastica

Aspira! Aspira i miei baci
riprovai
plastica colorata

Ma... ecco lì in fondo
nascosto in te
il dolce polline apparve
l'ape in me succhiò
rasserenata

01 March 2015

Dio e la Bibbia

Gridai un grido
un grido di dolore
leggevo la bibbia
turpe e bassa

Dio, che ci fai lì dentro!

Dio mi sorrise e mi rispose:
Carlo, non temere
son dentro di te
son dentro di loro
lì c'è solo il loro ego

28 February 2015

L'allieva

Tornasti
Due settimane mancasti
Il sorriso radioso per la lezione vicina
Ti baciai contento di vederti

Profumo, non me n'ero accorto
Annusai il mio respiro

Quella sera la lezione, lieta
Ti ringraziai con questi versi

27 February 2015

Il labirinto del Fauno


Consiglio questo film a chi è interessato a comprendere meglio la vita. Il regista Del Toro ci mostra, grazie alla protagonista, Ofelia, una bimba non ancora ragazzina, la separazione fra il mondo dell'ego ed il mondo interiore, il mondo dello spirito.


Ofelia non accetta il mondo dell'ego, rappresentato da due genitori ben radicati in questo mondo, il padre, uno spietato capitano franchista (il vero padre è un sarto, un uomo che cuce, un creatore, morto e sepolto nel mondo dell'ego, che è capace solo di distruggere) e la madre, una donna attratta dai bei vestiti e dalle apparenze e cerca, attraverso la lettura dei suoi libri di fiabe, una comprensione diversa. La richiesta viene esaudita, incontra un fauno di pietra, di pietra è la comprensione dell'umanità del mondo interiore.


Ofelia risveglia questo mondo rimettendo a posto l'occhio del fauno che era "caduto". Adesso Ofelia ha la visione interiore aperta, ha riequilibrato Yin e Yang, e una fatina conduce Ofelia nel labirinto, il labirinto della vita, e la guida sino al centro di se stessa. Qui c'è il fauno, un essere visto da Ofelia in maniera ambigua. Il mondo interiore fa paura, non è ben compreso, il lato ombra sembra a chi vive nell'ego spaventevole, Dio è cattivo, vendicativo, esigente.


Il fauno propone ad Ofelia tre prove, se le supera diventerà la principessa che un tempo fu, diventerà se stessa. Le tre prove sono per i nostri tre mondi, testa, cuore, pancia. Semola le affronta nella "Spada nella roccia" per diventare Re Artù, diventa pesce, uccello, scoiattolo.


La prima prova è per la pancia e viene ben superata. Ofelia striscia all'interno di un enorme albero secolare per salvarlo. Striscia, è capace di mettersi nella posizione orizzontale, quella dove non si ha paura, dove il diaframma si apre, ben conosciuta ai praticanti di Tai Chi della Itcca Italia. Il regista con molta intelligenza filmica e interiore ci mostra il vestito bello, che Ofelia giustamente si è tolta durante la prova, orgoglio della madre, distrutto dal fango e dall'acqua; sono elementi della pancia, dei reni. Ofelia ha scelto, non indosserà stupidi orpelli costrittivi, ha scelto di poter muovere il corpo liberamente durante la propria vita. Quante persone purtroppo non fanno questa scelta e costringono se stesse in posture rigide che inevitabilmente portano ad acciacchi vari? Quando arriva un mal di schiena, fermatevi e considerate che state fallendo questa prova.


La seconda prova purtroppo per lei Ofelia la fallisce, è la prova della testa. C'è tanta bella frutta, Ofelia-testa è attratta. La testa è attratta da tutto, siamo in un mondo dispersivo, quante belle cose ci sono da fare, da vedere: si chiama consumismo. È la nostra società che fallisce continuamente questa prova, invece di fare le cose che veramente ci piacciono e fanno bene, siamo dispersi in sciocchezze. Un essere mostruoso viene risvegliato dal fallimento di Ofelia. È senza occhi, ci ricorda Polifemo, il gigante con un unico occhio. Polifemo rappresenta bene il mondo della testa, il terzo occhio, l'occhio famelico e fagocitante che tutto divora quello che trova. Polifemo è l'emblema del nostro moderno spettatore col telecomando in mano davanti alla tv o seduto davanti al pc. Ulisse riesce a sconfiggerlo, lui si che supera questa prova.


Ofelia comunque si salva e riesce a chiudere la porta, riesce a spegnere il terzo occhio, ma perde il collegamento con lo spirito, col Fauno. Adesso il mondo dell'ego diventa padrone e la violenza del film aumenta. È il mondo del padre testa: belle le inquadrature del capitano che si rasa con lo specchio davanti, perso nel suo narcisismo e sin tentato di tagliarsi la gola. Vuol restare solo testa e la testa senza cuore è un mostro spietato ed il capitano lo è.

Ofelia, disperata, riesce a ritrovare il collegamento col Fauno; evidentemente ha chiesto, sempre se si chiede arriva aiuto dal mondo dello spirito. Il Fauno, che ora sembra il diavolo, - a chi è scisso e conosce solo lo Yang, lo Yin fa terrore, ben lo sapevano i nostri uomini di chiesa che mettevano al rogo le donne... - le offre la prova del cuore. È la prova del cuore e Ofelia brillantemente la supera: sacrifica il suo ego per salvare il bambino interiore rappresentato dal fratellino appena nato.
Il mondo dell'ego scompare. È simbolicamente mostrato dal nostro regista dalla morte della madre, del padre e della stessa Ofelia, oggetti interni distruttivi. Resta la vera Ofelia con i suoi veri genitori interni, le due colonne della vita, il nostro lato sinistro e il nostro lato destro, regina e re.

26 February 2015

I benefici del Qi Gong della famiglia Yang

La famiglia Yang è universalmente nota  per il suo Tai Chi, per la sua forma: la "Forma Yang".



È però meno nota per il suo Qi Gong. Il motivo è semplice, il Qi Gong è il motore del Tai Chi, la sua essenza, la sua anima, e in tempi passati i maestri cinesi non divulgavano volentieri i segreti della loro arte. Forma si, la si insegnava, l'aspetto marziale si, ma quello che valeva, che faceva la differenza, che li ha resi la " famiglia invincibile", no, questi "segreti", i segreti del Qi Gong, era meglio tenerli in famiglia, tramandarli di padre in figlio.


Ad una famiglia marziale come fu la famiglia Yang contava l'efficacia, senza efficacia non sarebbero rimasti per tre generazioni imbattuti e ben sapevano che se una cosa è veramente efficace lo è anche a livello di benessere: Yang Chen Fu, la "terza generazione" della famiglia Yang, comprendendo questo, cominciò a divulgare il Tai Chi di famiglia in tutta la Cina con questo scopo.


Yang Sau Chung, suo figlio, "quarta generazione", il fondatore della nostra scuola non ebbe figli maschi, da qui la decisione di tramandare i segreti del Qi Gong alle figlie e ai tre discepoli.


In Europa siamo fortunati, uno di questi tre discepoli, il Gran Maestro Chu King Hung, "quinta generazione" della famiglia Yang, ha rivelato nei decenni del suo insegnamento pubblico questi segreti: Qi Gong, Yi Gong, Esercizi Taoisti, Meditazione, Massaggi Taoisti.



Carlo Lopez, "sesta generazione" e Patrizia Roberti, maestra di Tai Chi e di Qi Gong, insegnano tutta la profondità dei 6 Qi Gong e dei legami con i trigrammi taoisti; dei 5 Yi Gong, i 5 elementi della medicina cinese, dei legami con i 5 blocchi energetici con connessioni ai 7 Chakra e ai 5 tipi caratteriali di W. Reich; dei 24 esercizi taoisti e del profondo lavoro sul diaframma, reso possibile dalla stupefacente profondità di tali esercizi; della meditazione, con l'approfondimento della "Valle Taoista", il nostro spazio sacro.

24 February 2015

La voglia o non voglia di fare Tai Chi

Allieva - F.

Capita anche ad altri? Io più faccio Tai Chi e più lo farei, e meno lo faccio, e meno lo farei.
E' come se fosse una lotta: il Tai Chi mi affascina e mi piace, più mi avvicino e più mi convince, ma non appena qualcosa mi distrae o mi impedisce di praticare, subito una parte di me coglie l'occasione per allontanarsi.
E riavvicinarsi è sempre difficile.
Adoro le lezioni, ma ogni volta mi devo forzare per venirci. Ma perché, mi chiedo.
Tanti anni, e ancora non mi sono decisa a dire di sì a questa disciplina.
Eppure sento che per me è essenziale, il Tai Chi è l'unico ossigeno e spazio che do ad alcune parti vitali di me. Non potrei stare senza.
Non so.

Maestro

E' semplice, in noi esistono due istanze, l'ego e noi.
Ieri ho scritto questo: Sui benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione
Il rallentamento permette di entrare in se stessi, questo è l'effetto che senti e si sta bene in se stessi.
Il problema è l'ego, questo non vuole che tu stia bene, e lotta contro.
Se non fai Tai Chi entri nell'ego e allora non è facile uscirne e tornare a far Tai Chi.

Allieva F.

Interessante. Nel mio caso, penso sia vero, infatti a volte quando pratico la forma mi dimentico di tutto, me la godo e basta.
Però obietto: non pensi che anche nella pratica di una disciplina "spirituale" ci possano essere importanti aspetti egoici? Ad esempio, se pratico pensando che voglio diventare brava, voglio imparare, voglio voglio voglio... non è sempre l'ego?

Maestro

Certo, infatti l'ego si introduce sempre, è un tiranno, non vuole altro, altri. Epperò dolcemente il Tai Chi, che non c'entra nulla col bravo, bello dell'ego, riporta dentro e lo spirito gioisce.

22 February 2015

Sui benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione

Quando iniziai a praticare il Tai Chi era il 1983. Giocavo a calcio in campetti di periferia con gli amici, ero appassionato di sport sin da ragazzo, dovevo muovermi, a 17 anni ero stato campione italiano juniores di corsa campestre con la squadra della Pro Patria, correre era faticoso, si correva nel traffico attorno a San Siro e all'ippodromo, smisi.
Mi sposai troppo presto, a 21 anni: dovetti trovarmi un lavoro, lo sport lo lasciai perdere.
Un giorno guardando la bilancia superare i 100 chili capii che qualcosa non andava, dovevo ricominciare a fare del movimento. Salii in bicicletta con mio cognato verso la Brianza, quasi mi venne un infarto. Lasciai perdere il ciclismo nonostante la bicicletta fosse stata il mio mezzo di locomozione preferito; in città, a Milano, volavo sopra strade sconnesse, binari e scivolavo in mezzo al traffico per raggiungere gli amici al cinema di turno o per andare a scuola.
La mia cultura sportiva era bassissima, negli anni capii che la cultura sportiva dell'intero Occidente è inesistente. Ancora oggi nel 2015 è molto scarsa, gli stessi medici non conoscono se stessi pur conoscendo ogni nome di ogni parte del proprio corpo. Troppa enfasi sul corpo.
Cominciai a leggere libri sul jogging, consigli utili, non forzare, soppesare le proprie capacità, andavo la mattina al Parco di Monza, bello, correvo senza vedere nessuno per un'ora, è un parco vasto, ferito si dal campo di Golf, dall'autodromo, dalle strade che la deturpano con la loro regolarità, ma è vasto.
La domenica mattina invece, era riservata alla partitella di calcio, il calcio è bello da praticare, molto divertente, ma vedevo i miei amici rovinarsi, i.campi erano duri, pericolosi, Luciano con la spalla che ormai gli scendeva ogni volta, Vladimiro con le ginocchia a pezzi. Un giorno anche io ebbi l'incidente: un occhio colpito da una gomitata assassina di uno sconosciuto, capitato lì per caso, una domenica mattina qualsiasi. Ospedale, intervento sulla retina: lei ora deve star fermo, immobile. Fermo? Ci provai, le ore passavano lente in ospedale, soffrivo, non sapevo cosa fare, era un inferno stare lì. A casa andava meglio, ma l'occhio era praticamente andato, un cerchiaggio, una parte della retina tolta, visibilità quasi zero. Stop col calcio, ma stop anche con il jogging, i miei autori erano morti correndo, lo stesso inventore del jogging era morto a 52 anni d'infarto. Nessuno lo sa, ma anche l'inventrice dell'aerobica, tanto in voga a quei tempi, Jane Fonda, ha avuto un infarto.

Cosa potevo fare? Decisi di approfondire i miei studi sullo Yoga; avevo da anni un paio di libri e mi affascinava. Iniziai con Maurizio Morelli, era il 1982, andai avanti due anni, mi piaceva stare sulla testa, lo trovavo incredibile, sconvolgeva il mio mondo e le meditazioni erano affascinanti, ricordo ancora quella con la luce blu per la gola; ma la mia schiena impazziva, uscivo piangendo e smisi: comunque avevo scoperto il Tai Chi. Era il 1983, il mio amico di gioventù, Walter Russo, attualmente allievo diretto di Yang Ma Lee, figlia del fondatore della Itcca, mi invitò ad una lezione del compianto Maestro Ermanno Cozzi, allievo diretto di Yang Sau Chung.

Erano i primi anni del Tai Chi in Italia, quasi totalmente sconosciuto nel nostro paese. Ermanno mi fece sedere a guardare la lezione, restai profondamente colpito, ecco, questo è quello che farò da grande, mi dico. Avrei cominciato subito, ma Ermanno era un puro, no, puoi cominciare ad Ottobre, quando ricominciano i corsi. Rimasi un po' sconcertato e andai subito alla libreria Hoepli, allora era l'unico accesso al mondo, niente Web, niente Youtube. Tai Chi? Provi fra le Arti Marziali mi dissero. Fui fortunato, trovai il libro di Muradoff, ballerino persiano che a Roma si era messo ad insegnare Tai Chi. Aspettando la mia prima lezione cominciai a copiare i gesti delle sue foto, aveva i pantaloni a zampa d'elefante...


Questo articolo voleva essere un trattato sul perché il Tai Chi fa bene, ne è venuto fuori una auto-biografia, credo vada bene, ho sperimentato su di me i benefici del Tai Chi: la mia schiena è mille volte più a posto ora che ho 59 anni di quando ne avevo 24, i miei occhi non si lamentano, le ginocchia rovinate dallo sport reggono. Ebbi un intervento, un dieci anni fa, sull'altro occhio a causa di un'infezione dovuta alle lenti a contatto morbide, nessuno vi viene a dire che sono molto pericolose nell'acqua di mare. Aver imparato col Tai Chi a star fermo mi permise, questa volta, di restar immobile a letto in ospedale per una settimana e l'occhio guarì contrariamente alle previsioni mediche. Naturalmente portavo il Qi verso la pupilla costantemente per guarirla.

Nel 1983 quando iniziai a praticarlo non c'erano ricerche scientifiche sul Tai Chi e sul Qi Gong, oggi sono più di 1000. Perché fa bene? La risposta che mi sono dato è: la lentezza.
Rallentare porta sanità. Rallentare il corpo, rallentare la mente, non si possono dissociare.
Rallento e respiro, rallento e vivo, rallento e medito. Ovvero, non c'è molto da dire, i benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione (tre nomi per una sola cosa) sono dovuti alla lentezza.
Gli antichi Taoisti avevano studiato gli animali più lenti e compreso che, come la Tartaruga, i più lenti sono i più longevi.

Sulla morte

Tutti hanno paura della morte, chi più, chi meno.

È l'ego che ha paura di morire, abbiano paura di perdere noi stessi.

 Epperò vogliamo in fondo essere diversi, migliori, non vogliamo essere il nostro ego.

 Allora, se muore l'ego, che paura abbiamo?

20 February 2015

Uccellino

Nel 2008 scrissi una favola in inglese. Il protagonista maschile era un mago, Lao, mentre la protagonista femminile un angelo, Kallystra. Lao vede Kallystra dietro un muro e se ne innamora, vede in lei l'angelo, enormi ali blu. Kallystra si fa convincere dall'amore di Lao e comincia a comprendere il suo reale stato, non più un piccolo uccellino in gabbia come pensava, ma una donna, amabile, amata.

Lao pieno di fiducia la invita ad andare con lui, lei sembra pronta, ma è ancora indecisa e passa il tempo e più passa, più ritorna ad essere un uccellino in gabbia. L'esito triste vede Lao e noi lettori andarsene col cuore gonfio di tristezza.

La favola invero era una storia vera, anzi di storie vere così c'è ne sono molte, persone che si identificano con un piccolo uccello in gabbia, un amore che sopraggiunge a liberarle; quasi sempre l'occasione sfuma portando tristezza.

Lo sprovveduto era Lao, troppo pieno di sé, arriva e crede di compiere il miracolo, crede di salvare il povero uccellino in gabbia, riempie il suo ego per l'azione narcisistica. Invero l'uccellino si è inventato una trappola, una geniale trappola per gli ignari e tronfi Lao che ci cascano sempre: è Lao che finisce in gabbia.
Il premio del narciso, premio che sempre porta alla depressione, alla fine è dell'uccellino che sfoga sul Lao di turno, irrisolti odi per uomini e donne del suo passato.
Non stimoliamo il nostro aspetto da uccellino, quello che si commuove per sciocche frasi o video strappalacrime da Facebook. Uccellino in noi si ciba di sentimentalismo, non di amore.

Ps
Un bell'esempio dal passato è il caro Titti alle prese col gatto Lao-Silvestro, questa serie di cartoon ci insegna che i due protagonisti sono sempre in lotta, e che lo sciocco Silvestro perde sempre.
Ci si identifica con il povero Titti senza veder che è una piccola iena...

13 February 2015

La Febbre

Quando giunge la febbre, chi l'ha, chi gli sta vicino, i dottori stessi, si lanciano in una guerra per abbatterla. Tachipirina a volontà, un tempo era aspirina, poi rivelatasi nociva.
La tachipirina è l'amica, la febbre la nemica.
Che abbaglio! La nemica è la malattia, la febbre è l'amica, quella che arriva in aiuto contro gli agenti patogeni.
La febbre normalmente è benefica sino ai 40 gradi, sembra che oltre i 39 distrugga persino le cellule tumorali.

Quando arriva la febbre aiutiamola, sdraiamoci a letto, immobili come gli animali o i bambini piccoli; la febbre chiede questo, non muoviamoci, godiamo questo momento di "Non fare", così naturale in natura. Più siamo capaci di far questo e prima guariremo, freschi e rinnovati. In alternativa prendete la tachipirina, andate subito a lavorare e trascinatevi per tutto l'inverno malati.

11 February 2015

Tàaroa

Tàaroa, il Creatore di Ogni Cosa, abitava in una conchiglia.
Questa conchiglia sferica, simile ad un uovo, girava nello spazio infinito.
Non esisteva né cielo, né terra, né luna, né stelle.
Poi Tàaroa con una scossa uscì dalla conchiglia e trovò solo oscurità e silenzio.
Era completamente solo
e decise di ritirarsi in una nuova conchiglia per molte eternità.

Quindi intraprese la sua opera di creazione.

Con le conchiglie creò il Cielo e la Terra, poi scosse le sue piume rosse e gialle che cadendo sulla Terra presero la forma di alberi, di foglie e mazzi di piantaggine.

Mito delle Isole della Società, Oceano Pacifico

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Taroa è completamente in sè, non ci sono mancanze così può creare qualsiasi cosa.
Non essere sempre attivi per essere creativi, di notte, ad esempio, entriamo nella conchiglia di Taroa, immobili, senza pensieri, senza stimoli.
È il principio della perla.


11 January 2015

La Tempesta di Giorgione

La Valle della Tempesta



Vi proponiamo un'interpretazione del capolavoro di Giorgione:
"La Tempesta"
 fatta con l'uso della "Valle Taoista"


Vedo per prima cosa il fiume,
dà la possibilità di passare,
invita l'uomo a sinistra col bastone

Lui è timoroso
non ha lui il bambino sulla pancia
guarda la donna

Il bastone significa che ora ha raggiunto la saggezza

la donna pure lei tiene il bambino sulla pancia
lo protegge, ma allo stesso tempo ha l'aspetto che lo lascia aperto
Libero arbitrio in questa Valle

Perché l'uomo è timoroso se è saggio?

Non lo era prima saggio
lo è diventato con la nascita del bimbo
la gravidanza lo rendeva timoroso

Perché?

Per paura della trasformazione
non sa cosa può perdere lui
ha timore di perdere qualcosa di se stesso
ma quando capisce di avere conquistato se stesso diventa saggio
la nascita è la scintilla x questa comprensione

La Tempesta?

Si può vedere come il conflitto

Conflitto che è lontano

Si, lo è
Guardava di nascosto
Prima
Ma ha il bastone
Quindi già si prevede la sua saggezza

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L'immortale capolavoro ci mostra nel medesimo istante passato e presente in quella che "sembra" una raffigurazione statica, ma che ad ogni visione mostra nuovi profondi elementi.
Come noi attuali viventi manchiamo di profondità!