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Mente, diaframma, corpo

Negli ultimi anni lo studio ultra trentennale del Tai Chi e del Qi Gong della International Tai Chi Chuan Association, scuola fondata dalla ...

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18 September 2017

Attività sportive benefiche e male-fiche

Chi si occupa di sport come ad esempio gli Enti sportivi o il Coni dovrebbero fare una netta distinzione fra attività sportive benefiche e attività sportive che non sono benefiche che pertanto possono essere denominate "malefiche". Sappiamo tutti che il calcio che attrae milioni di persone non è un'attività sportiva benefica, traumi, incidenti mettono a repentaglio bambini e adulti.

Per queste attività viene infatti richiesto un certificato medico che attesti il rischio di aggravamenti se una persona ha delle patologie.
Sarebbe bene che gli organizzatori sportivi, gli "addetti ai lavori" avvisassero sempre gli atleti del fatto che se tengo, se sono responsabile di una attività sportiva in cui viene richiesto a giusta ragione un certificato medico, questa attività non rientra nel campo delle attività "benefiche", anzi, si corrono dei rischi. Per di più sono tutte attività coperte da assicurazioni che coprono vari gradi di lesioni.

Tali addetti allo Sport, gli enti, i politici, dovrebbero quindi tenere conto che esistono anche delle attività motorie benefiche. Non sono molte, sono ad esempio il Tai Chi, il Qi Gong, lo Yoga, il camminare. Tali attività fanno bene all'essere umano, quindi che senso ha volere per queste un certificato medico? Una persona "non sana" può solo ottenere benefici da queste attività, quindi il prerequisito del certificato medico è assurdo.

Purtroppo c'è grande arretratezza culturale sull'attività fisica, motoria in generale. Il Coni è un organismo a cui interessano i risultati sportivi, al Coni non interessa la salute dello sportivo, dovrebbero essere quindi gli Enti sportivi ad occuparsene, ma tali Enti fanno fatica a distinguere attività motorie benefiche da attività motorie malefiche.

22 July 2017

Perché la nostra associazione di Tai Chi è contro la legge Lorenzin

Forse qualcuno si domanda cosa c'entra il Tai Chi con i vaccini, è una domanda legittima e ogni allievo della scuola può pensarla come vuole, è libero di scegliere, non così il corpo insegnanti perché l'obbligato vaccinale comporta un indirizzo che non riteniamo in linea con i principi della filosofia alla base del nostro metodo didattico: Yi-Qi-Li di cui il maestro Chu, anche allo stage di inizio luglio a Nimes, ha ribadito la profondità.



Tradotto in termini occidentali sarebbe: "corpo sano in mente sana", esattamente l'opposto ad un paradigma caro a taluni, "mente sana in corpo sano". Chi ha istigato con la legge Lorenzin si rifà completamente a quest'ultimo paradigma, teniamo il corpo sano con cose esteriori come i vaccini.


Yi-Qi-Li ha una grande profondità di pensiero, sono sano se riesco ad essere sano nel mio pensare. Questa frase è liberatoria, dà respiro.

Concludo con un paio di estratti dal libro "A Course in Miracles", un testo che concorda perfettamente col pensiero Taoista.


Lezione 136
2. La malattia non è accidentale. Come tutte le difese, è un mezzo folle per l’autoinganno.
7. La malattia è una decisione. Non è una cosa che ti capita, qualcosa che non hai assolutamente cercato, che ti rende debole e ti porta sofferenza. È una scelta che compi, un piano che adotti, quando per un attimo la verità sorge nella tua mente allucinata e tutto il tuo mondo sembra andare verso la rovina e prepararsi a crollare. Adesso sei malato, perché la verità possa andarsene via e non minacciare più le tue costruzioni.

T-27.V2 La salute è il testimone della salute. Fintanto che non viene comprovata rimane senza convinzione. Solo quando sia stata dimostrata è provata, e deve produrre un testimone che obbliga a credere. Nessuno guarisce con messaggi doppi. Se desideri solo essere guarito, guarisci. Il tuo scopo univoco lo rende possibile. Ma se hai paura della guarigione, allora essa non può venire attraverso di te. La sola cosa che è richiesta per una guarigione è la mancanza di paura. Coloro che hanno paura non sono guariti e non possono guarire. Questo non significa che il conflitto debba essere scomparso per sempre dalla tua mente per guarire. Perché se lo fosse, allora non ci sarebbe bisogno di guarigione. Ma significa, anche solo per un istante, che ami senza attaccare. Un istante è sufficiente. I miracoli non dipendono dal tempo.

T-2.IV.2. Guarire è rendere felici. Ti ho detto di pensare a quante occasioni hai avuto di renderti felice, e quante ne hai rifiutate. Questo è come dire che hai rifiutato di guarirti. La luce che ti appartiene è la luce della gioia. Lo splendore non è associato al dolore. La gioia suscita una totale disponibilità a condividerla, e promuove il naturale impulso della mente a rispondere come una cosa sola. Coloro che cercano di guarire senza essere interamente gioiosi essi stessi, richiamano diversi tipi di risposte contemporaneamente, e così privano gli altri della gioia di rispondere di tutto cuore.
```
PS. Per chi fosse interessato c'è un gruppo WhatsApp su questo testo e l'argomento che stiamo trattando adesso è malattia e guarigione (contattatemi in privato)

Carlo Lopez
Presidente Itcca Italia

04 April 2017

Come navigare

I cinque blocchi del diaframma si possono leggere come le parti strutturali di una nave.

1) Il legno è l'albero maestro, un blocco qui significa che l'albero maestro è spezzato: niente più vele, niente respiro, la nave resta ferma.

2) Il metallo, le fiancate, la chiglia. Il blocco indica che c'è una falla su una delle fiancate, la nave rischia di affondare, si può appoggiare solo sull'altra fiancata.

Le fiancate sono le nostre due parti, la destra Yang e la sinistra Yin. Se ho il blocco del metallo sulla parte destra del diaframma il peso sarà quasi sempre tenuto a sinistra con affaticamento di questa.

3) Fuoco, la prua. Con un blocco qui la nave non si alza, resta giù, triste come le grandi navi moderne in cui il movimento del mare non si percepisce più.

4) Acqua, la poppa. Qui la nave deve restare "in acqua", deve seguire il movimento del mare, restare nel punto di galleggiamento. Con il blocco nasce fatica, non ci si "lascia andare", si tiene la nave troppo su, fuori dall'acqua o troppo spinta in acqua.

5) Terra, il ponte di comando. Senza ponte di comando la nave non ha una rotta, va un po' qui ed un po' lì, a casaccio...

I cinque blocchi al diaframma si correggono con i cinque Yi Gong.

Abbiamo poi le tre funzioni energetiche: i tre livelli, testa, cuore, pancia.

1) Il lato Yin è il Tan Tien della testa: la vedetta sulla coffa, il posto da dove osserva e guarda.
Il lato Yang è la bandiera sulla sommità della nave, identifica la nave.

2) Il lato Yin è il Tan Tien del cuore: il comandante della nave, il saggio, quello o quella che as-saggia e sa sempre cosa fare, dove andare, perché vive nel qui ed ora.
Il lato Yang è il mare: porta la nave, le due sponde dell'acqua che la nave solca.

3) il lato Yin è il Tan Tien della pancia: il macchinista, il timoniere. Esegue gli ordini del capitano, porta la nave.
Il lato Yang è il timone della nave.

I cinque Yi Gong ed i tre Qi Gong sono trasmessi dalla Itcca Italia.

Riporto una poesia tratta dall'antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters

I have studied many times

Tante volte ho studiato

The marble which was chiseled for me

la lapide che mi hanno scolpito:

A boat with a furled sail at rest in a harbor.

una barca con le vele ammainate, in un porto.

In truth it pictures not my destination

In realtà non è questa la mia destinazione

But my life.  

ma la mia vita.

For love was offered me and I shrank from its disillusionment;

Perché l’amore mi si porse ed io mi ritrassi dal suo inganno;

Sorrow knocked at my door, but I was afraid;

la tristezza bussò alla mia porta, ed io ebbi paura;

Ambition called to me, but I dreaded the chances.

l’ambizione mi chiamò, e io temetti gli imprevisti.

Yet all the while I hungered for meaning in my life.

Eppure tutto il tempo avevo fame di un significato nella mia vita.

And now I know that we must lift the sail 

E ora so che bisogna alzare le vele

And catch the winds of destiny

e prendere i venti del destino,

Wherever they drive the boat.

dovunque spingano la barca.

To put meaning in one’s life may end in madness,

Dare un senso alla vita può condurre a follia

But life without meaning is the torture

ma una vita senza significato è la tortura

Of restlessness and vague desire

dell’inquietudine e del vano desiderio

It is a boat longing for the sea and yet afraid.

è una barca che desidera il mare eppure lo teme.

28 November 2016

L'allievo

Tutti siamo allievi, è la condizione naturale di questo mondo, siamo qui ad imparare.

Purtroppo passiamo anni a distruggerci, rendiamo le nostre menti deboli con "suggerimenti" alla nostra psiche che creano muri su muri. Il WiFi fa male, il caffè fa male. Divieti, comandi su comandi, scelte su scelte, sono muri al nostro essere il quale soffre sempre di più queste scelte man mano che si accumulano.

Il nostro essere dà segnali, intolleranze alimentari sempre più gravi, ipersensibilità, depressione, allergie.

L'allievo fortunato comincia un corso di Tai Chi e Qi Gong, (in qualche modo scegliendo questa arte il suo essere cerca di farlo uscire dal tunnel di rigidità e magari comincia persino a meditare) e comincia a porsi in gioco, le sue scelte adesso sono in gioco.

Arriva lo scoglio della difficoltà nell'apprendere, gli pare difficile, il suo corpo non capisce i movimenti, lui/lei non sente l'energia, parecchi lasciano, parecchi continuano. È solo quando l'allievo comincia a capire che è lui/lei ad essersi allontanato da se stesso così tanto da non capire più nulla di se stesso che finalmente può cominciare l'abbattimento dei muri.

Molti ci mettono anche decenni, ognuno ha il suo tempo, ma questo tempo è solo suo, è solo lui, solo lei che è andato così lontano da se stesso da non capire più come funziona, da non capire chi sia veramente.

12 November 2016

Mente, diaframma, corpo

Negli ultimi anni lo studio ultra trentennale del Tai Chi e del Qi Gong della International Tai Chi Chuan Association, scuola fondata dalla famiglia Yang di cui sono discepolo di VI generazione, mi ha visto fondare la teoria delle "Cinque posizioni del diaframma"©.

Nel 2008 conobbi una ragazza che mi descrisse la sua storia: a 15 anni, a New York, fu operata alla schiena per una forte scoliosi.
Le fu aperta chirurgicamente in lunghezza la colonna, furono inseriti degli anelli di metallo permanenti per tenere la colonna diritta e infine fu suturata con parti della pelle prelevate in altri punti del corpo.

Il caso di questi medici criminali non è unico, recentemente si preferisce adottare altri metodi come i corsetti, ma il sadismo degli esseri umani fa si che esistano ancora operazioni chirurgiche che creano danni, anche psichici, ai malcapitati di turno. La ragazza non era neppure consenziente, ma ahimè, il padre si.

La motivazione dei medici era che la scoliosi interferisce col corretto funzionamento del diaframma e conseguentemente creava problemi alla respirazione. Qui in questa affermazione tutta la follia dell'approccio medico.

Perché dico questo?

Dopo anni di studio con centinaia di allievi ho verificato che ogni essere umano forma negli anni un blocco, una tensione al diaframma, uno nella parte destra del corpo ed uno nella parte sinistra.

È questa tensione al diaframma che causa la scoliosi, non il contrario!

I fattori coinvolti sono sempre tre:

corpo - diaframma - mente.

È facile capire che sono gli stati mentali ad agire sul diaframma e conseguentemente sul corpo creando tensioni. Facile farne la prova, basta provare ad essere arrabbiati per sentire che il diaframma si blocca. L'allievo di Sigmund Freud, Wilhelm Reich,  fu un geniale ricercatore e giunse a questa comprensione.

Qualsiasi stato emozionale negativo influisce negativamente sul diaframma creando a lungo andare stati di malattia.

La bellezza del Tai Chi e del Qi Gong - nella scuola di Yang Sau Chung non esiste una differenza fra Tai Chi e Qi Gong - risiede nel fatto di potere lavorare direttamente sul diaframma creando benefici su corpo e mente essendo il diaframma nella posizione centrale fra i due.

Per riassumere:

1) Mente - diaframma - corpo è l'approccio corretto, sano, presuppone un lavoro di consapevolezza sui propri processi mentali. Non è economicamente alla portata di tutti.

2) Diaframma. Questo lavora contemporaneamente su mente e corpo. Ha il vantaggio che una pratica minimale su dei gruppi di persone di qualsiasi età è economica e porta ad ottimi risultati.

3) Corpo - diaframma - mente lo ritengo un approccio di comodo, dispendioso e traumatizzante sulla mente quindi con risultati negativi sul diaframma. Insano.

Il diaframma è continuamente sottoposto a cambiamenti durante l'attività motoria e fisica, segue o meglio aiuta tutte le attività umane.
Ho individuato 5 posizioni del diaframma che seguendo l'alchimia taoista possiamo definire come posizione del Legno, del Fuoco, della Terra, del Metallo e dell'Acqua.

Ogni persona sviluppa durante la crescita un blocco diaframmatico sul lato sinistro del corpo ed uno sul lato destro.
Vi è un blocco primario, cioè uno dei due lati della nostra struttura corporea è predominante sull'altro, si tratta di agire sulla "riapertura", sul riposizionamento corretto del diaframma per ottenere a qualsiasi età uno stato ottimale di salute.

I cosiddetti "24 Esercizi Taoisti", gli esercizi di "Qi Gong" e di "Yi Gong" e la pratica della "Forma", agiscono tutti sullo scioglimento della tensione diaframmatica dando benefici di lunga durata ai praticanti.

Carlo Lopez

15 October 2015

Dopo 30 anni, incontro con un maestro

Eccomi qui, trentanni dopo. Era il 1985 quando incontrai il maestro. Praticavo Tai Chi da un paio di anni, il mio insegnante era un uomo taciturno e alquanto burbero, a lezione per lo più restava seduto ad osservarci. Ero finito in una classe più avanzata di me al Pime in via Santorre di Santarosa a Milano, copiavo entusiasta i movimenti della forma di Tai Chi Chuan dei miei compagni. Stavo fermo in Qi Gong davanti al maestro, era Ermanno Cozzi, per noi un mito, spesso si recava ad Hong Kong direttamente a casa del Grande Maestro Yang Sau Chung, figlio maggiore del leggendario Yang Chen Fu.
Le poche volte che faceva la forma con noi i nostri sguardi spiavano ogni suo gesto: ricordo ancora la fluidità assoluta della sua forma, dopo trent'anni non ho incontrato nessuno più fluido. Era però alquanto parco, io, avido di qualsiasi cosa riguardasse il Tai Chi Chuan mi recavo alla libreria Hoepli di Milano ad ordinare testi provenienti da oltre l'Oceano, speranzoso di insegnamenti e notizie riguardanti la mia appassionante arte. Libri poi inutili, forme strane, consigli persino errati (non perdete troppo tempo a seguire i libri di Tai Chi e Qi Gong).

Un giorno, su un muro del Pime vidi un foglietto minuscolo: stage del maestro Chu King Hung, discepolo di Yang Sau Chung. Ecco! Che fosse in Germania a me e alla mia compagna di corso Tiziana Ottoni poco importava, era anche carissimo, da pagate in costosi marchi tedeschi. Facemmo richiesta di partecipazione e il responsabile della Itcca tedesca, Frieder Anders ci accetta allo stage.
Partiamo pieni di entusiasmo, e pieni di timidezza per la nostra pratica ancora inadeguata, ero al secondo anno, non conoscevo ancora tutta la forma.
Passiamo la Svizzera, entriamo in Germania, ecco Lindau, bella cittadina sul lago omonimo, ci addentriamo per pochi chilometri nella campagna bavarese, ecco il posto, la Humbold House, immersa nella natura, struttura bassa, costruita per ospitare stage, un posto incantevole. Frieders Anders ci accoglie, completiamo l'iscrizione, mi viene mostrata la bella camerata dove dormirò su un letto a castello, giusto il tempo di cambiarsi, alle 15 inizia la prima lezione, correzione della forma. Mi avvio con la mia inadeguata tuta grigia in mezzo a tedeschi molto più in tema nelle loro divise da Tai Chi scure con polsini e colletti bianchi. Ecco la luminosa sala ed ecco, silenzio, entra il maestro... Che meraviglia, comincia a spiegare tutto, in due ore ho compreso i miei due anni di Tai Chi e ho capito che i maestri cinesi parlano contrariamente a quel che Ermanno Cozzi soleva dire.
Esco dalla mia prima lezione col maestro Chu entusiasta e mi siedo nel locale adibito a caffetteria, ero ignaro di quel che mi stava per capitare, vi entra anche il maestro, sudo freddo, non c'è nessun altro li dentro e si compie quel che mai mi sarei aspettato: Chu King Hung si siede al mio tavolo e mi rivolge la parola nel suo stentato inglese di allora. Letteralmente sudo freddo, mi chiede da dove vengo, la mia timidezza mi paralizza, blatero qualche scusa e scappo in camerata a nascondermi nel mio piccolo quadernetto che sarà riempito di appunti dello stage.



Era il 1985, ora sono qui, trent'anni dopo, in una camera del residence dove il maestro riceve e istruisce  i suoi insegnanti. Non ho più quella tuta grigia, ho parecchie belle divise, ho fatto anche carriera, ho seminato tutta l'Italia per il maestro portandogli molti frutti, diventando suo discepolo, ho mangiato con lui innumerevoli volte senza più fuggire dalla sua presenza, adesso ho la mia strada da percorrere, il proseguimento della strada che lui ha portato a compimento, la stessa strada che Yang Sau Chung aveva compiuto e presa dal padre, il quale a sua volta l'aveva iniziata con la seconda e prima dinastia della famiglia Yang, una strada ancora più antica, erede dei millenni passati, erede dei primi taoisti.
Forse non ringraziai allora il maestro per essersi seduto con me, per aver divulgato il suo sapere, ora è il momento di farlo, grazie maestro.

10 April 2015

Sul respiro

Nasciamo ispirando, moriamo espirando, Yin, Yang, un ciclo, la vita è un ciclo completo.
Durante tutto l'arco di questa vita ci portiamo sempre con noi il respiro, non nasciamo con soldi in tasca, questi vanno e vengono, sono episodici, così come lo sono tutti i beni, i possessi. Di questi alcune persone ne hanno di più, altre di meno, ma tutti abbiamo il respiro. Siamo tutti esseri umani perché respiriamo, è questo che ci rende vivi, è questo che ci accomuna col tutti gli esseri sulla terra, animali, vegetali.

Il respiro è l'unico atto nell'essere umano che è sia involontario, sia volontario, ma se è volontario, perché lo è? Ve lo siete mai domandati?  La risposta è semplice, perché ci è stata data la possibilità di respirare, di respirare come vogliamo, di far entrare l'aria che vogliamo.
Si dice, "il respiro è vita", ma quante volte al giorno ci accorgiamo di respirare? Per nostra fortuna è anche un atto involontario, altrimenti la terra sarebbe spopolata, siamo troppo occupati nella nostra vita per respirare. Se poi ci si ammala, non c'è da stupirsene, ci siamo dimenticati di respirare.

Per respirare a fondo dobbiamo usare il diaframma. Cosa è questo? Milioni di persone vivono e respirano senza saperlo. Il diaframma è la componente fondamentale del respiro ed espleta molte funzioni importantissime: tosse, voce, canto, vomito, parto, un tempo ne ho contate una ventina. Se non sapete cos'è il diaframma, sbadigliate, si stenderà, fra cassa toracica e stomaco, verso i fianchi e dietro sui reni.
Quando respirate non prendere l'insana abitudine che ormai tante pratiche insegnano: non ispirate gonfiando la pancia, questo tipo di respiro taglia, blocca il diaframma. Ispirate facendo salire e aprendo il diaframma e suggete dall'ombelico, né più, né meno di come facevamo nella pancia della mamma.
Se volete capire bene il meccanismo, smontate una pompa della bicicletta, all'interno ci sarà una membrana adibita al risucchio dell'aria, il diaframma. L'aria entrerà ed uscirà da una parte, ma lo stantuffo che aspirerà l'aria si troverà dall'altra parte, come naso ed ombelico.
Se poi volete veramente comprendere bene tutto il meccanismo del respiro, prendete un bell'ombrello, l'ombrello è identico al respiro, ne ha ogni componente.

Gli ammalati hanno giovamento da una sana respirazione, non solo per l'apporto di ossigeno al sangue e per il potente lavoro del diaframma sugli organi interni, ma il respiro influisce sugli stati dell'essere: un depresso non respira, non ha voglia di inspirare, non ha ispirazione. Chi ha paura non esala, ha paura della morte.
La sanità sempre si accompagna al respiro.

Buon respiro, buona vita.

26 February 2015

I benefici del Qi Gong della famiglia Yang

La famiglia Yang è universalmente nota  per il suo Tai Chi, per la sua forma: la "Forma Yang".



È però meno nota per il suo Qi Gong. Il motivo è semplice, il Qi Gong è il motore del Tai Chi, la sua essenza, la sua anima, e in tempi passati i maestri cinesi non divulgavano volentieri i segreti della loro arte. Forma si, la si insegnava, l'aspetto marziale si, ma quello che valeva, che faceva la differenza, che li ha resi la " famiglia invincibile", no, questi "segreti", i segreti del Qi Gong, era meglio tenerli in famiglia, tramandarli di padre in figlio.


Ad una famiglia marziale come fu la famiglia Yang contava l'efficacia, senza efficacia non sarebbero rimasti per tre generazioni imbattuti e ben sapevano che se una cosa è veramente efficace lo è anche a livello di benessere: Yang Chen Fu, la "terza generazione" della famiglia Yang, comprendendo questo, cominciò a divulgare il Tai Chi di famiglia in tutta la Cina con questo scopo.


Yang Sau Chung, suo figlio, "quarta generazione", il fondatore della nostra scuola non ebbe figli maschi, da qui la decisione di tramandare i segreti del Qi Gong alle figlie e ai tre discepoli.


In Europa siamo fortunati, uno di questi tre discepoli, il Gran Maestro Chu King Hung, "quinta generazione" della famiglia Yang, ha rivelato nei decenni del suo insegnamento pubblico questi segreti: Qi Gong, Yi Gong, Esercizi Taoisti, Meditazione, Massaggi Taoisti.



Carlo Lopez, "sesta generazione" e Patrizia Roberti, maestra di Tai Chi e di Qi Gong, insegnano tutta la profondità dei 6 Qi Gong e dei legami con i trigrammi taoisti; dei 5 Yi Gong, i 5 elementi della medicina cinese, dei legami con i 5 blocchi energetici con connessioni ai 7 Chakra e ai 5 tipi caratteriali di W. Reich; dei 24 esercizi taoisti e del profondo lavoro sul diaframma, reso possibile dalla stupefacente profondità di tali esercizi; della meditazione, con l'approfondimento della "Valle Taoista", il nostro spazio sacro.

22 February 2015

Sui benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione

Quando iniziai a praticare il Tai Chi era il 1983. Giocavo a calcio in campetti di periferia con gli amici, ero appassionato di sport sin da ragazzo, dovevo muovermi, a 17 anni ero stato campione italiano juniores di corsa campestre con la squadra della Pro Patria, correre era faticoso, si correva nel traffico attorno a San Siro e all'ippodromo, smisi.
Mi sposai troppo presto, a 21 anni: dovetti trovarmi un lavoro, lo sport lo lasciai perdere.
Un giorno guardando la bilancia superare i 100 chili capii che qualcosa non andava, dovevo ricominciare a fare del movimento. Salii in bicicletta con mio cognato verso la Brianza, quasi mi venne un infarto. Lasciai perdere il ciclismo nonostante la bicicletta fosse stata il mio mezzo di locomozione preferito; in città, a Milano, volavo sopra strade sconnesse, binari e scivolavo in mezzo al traffico per raggiungere gli amici al cinema di turno o per andare a scuola.
La mia cultura sportiva era bassissima, negli anni capii che la cultura sportiva dell'intero Occidente è inesistente. Ancora oggi nel 2015 è molto scarsa, gli stessi medici non conoscono se stessi pur conoscendo ogni nome di ogni parte del proprio corpo. Troppa enfasi sul corpo.
Cominciai a leggere libri sul jogging, consigli utili, non forzare, soppesare le proprie capacità, andavo la mattina al Parco di Monza, bello, correvo senza vedere nessuno per un'ora, è un parco vasto, ferito si dal campo di Golf, dall'autodromo, dalle strade che la deturpano con la loro regolarità, ma è vasto.
La domenica mattina invece, era riservata alla partitella di calcio, il calcio è bello da praticare, molto divertente, ma vedevo i miei amici rovinarsi, i.campi erano duri, pericolosi, Luciano con la spalla che ormai gli scendeva ogni volta, Vladimiro con le ginocchia a pezzi. Un giorno anche io ebbi l'incidente: un occhio colpito da una gomitata assassina di uno sconosciuto, capitato lì per caso, una domenica mattina qualsiasi. Ospedale, intervento sulla retina: lei ora deve star fermo, immobile. Fermo? Ci provai, le ore passavano lente in ospedale, soffrivo, non sapevo cosa fare, era un inferno stare lì. A casa andava meglio, ma l'occhio era praticamente andato, un cerchiaggio, una parte della retina tolta, visibilità quasi zero. Stop col calcio, ma stop anche con il jogging, i miei autori erano morti correndo, lo stesso inventore del jogging era morto a 52 anni d'infarto. Nessuno lo sa, ma anche l'inventrice dell'aerobica, tanto in voga a quei tempi, Jane Fonda, ha avuto un infarto.

Cosa potevo fare? Decisi di approfondire i miei studi sullo Yoga; avevo da anni un paio di libri e mi affascinava. Iniziai con Maurizio Morelli, era il 1982, andai avanti due anni, mi piaceva stare sulla testa, lo trovavo incredibile, sconvolgeva il mio mondo e le meditazioni erano affascinanti, ricordo ancora quella con la luce blu per la gola; ma la mia schiena impazziva, uscivo piangendo e smisi: comunque avevo scoperto il Tai Chi. Era il 1983, il mio amico di gioventù, Walter Russo, attualmente allievo diretto di Yang Ma Lee, figlia del fondatore della Itcca, mi invitò ad una lezione del compianto Maestro Ermanno Cozzi, allievo diretto di Yang Sau Chung.

Erano i primi anni del Tai Chi in Italia, quasi totalmente sconosciuto nel nostro paese. Ermanno mi fece sedere a guardare la lezione, restai profondamente colpito, ecco, questo è quello che farò da grande, mi dico. Avrei cominciato subito, ma Ermanno era un puro, no, puoi cominciare ad Ottobre, quando ricominciano i corsi. Rimasi un po' sconcertato e andai subito alla libreria Hoepli, allora era l'unico accesso al mondo, niente Web, niente Youtube. Tai Chi? Provi fra le Arti Marziali mi dissero. Fui fortunato, trovai il libro di Muradoff, ballerino persiano che a Roma si era messo ad insegnare Tai Chi. Aspettando la mia prima lezione cominciai a copiare i gesti delle sue foto, aveva i pantaloni a zampa d'elefante...


Questo articolo voleva essere un trattato sul perché il Tai Chi fa bene, ne è venuto fuori una auto-biografia, credo vada bene, ho sperimentato su di me i benefici del Tai Chi: la mia schiena è mille volte più a posto ora che ho 59 anni di quando ne avevo 24, i miei occhi non si lamentano, le ginocchia rovinate dallo sport reggono. Ebbi un intervento, un dieci anni fa, sull'altro occhio a causa di un'infezione dovuta alle lenti a contatto morbide, nessuno vi viene a dire che sono molto pericolose nell'acqua di mare. Aver imparato col Tai Chi a star fermo mi permise, questa volta, di restar immobile a letto in ospedale per una settimana e l'occhio guarì contrariamente alle previsioni mediche. Naturalmente portavo il Qi verso la pupilla costantemente per guarirla.

Nel 1983 quando iniziai a praticarlo non c'erano ricerche scientifiche sul Tai Chi e sul Qi Gong, oggi sono più di 1000. Perché fa bene? La risposta che mi sono dato è: la lentezza.
Rallentare porta sanità. Rallentare il corpo, rallentare la mente, non si possono dissociare.
Rallento e respiro, rallento e vivo, rallento e medito. Ovvero, non c'è molto da dire, i benefici del Tai Chi e del Qi Gong e della Meditazione (tre nomi per una sola cosa) sono dovuti alla lentezza.
Gli antichi Taoisti avevano studiato gli animali più lenti e compreso che, come la Tartaruga, i più lenti sono i più longevi.

28 June 2014

Sul mal di schiena

Il mal di schiena è un evento sociale della nostra epoca, pochi sono quelli che ne sono immuni. Il Qi Gong e la sua estensione, il Tai Chi Chuan,  sono noti per le loro capacità di beneficio anche su questo malessere immobilizzante.
Come agiscono? Getto li una provocazione: curano la mente. Un maestro Zen direbbe che noi viviamo in una società cosiddetta 'dualistica', se ci viene mal di schiena, mai associamo questo alla nostra condizione mentale, il male è sempre 'altro da noi', è qualcosa che purtroppo ci è capitato e aimé, dobbiamo sopportare con abnegazione e magari con qualche medicinale di conforto.
Il mal di schiena nel Qi Gong e nel Tai Chi viene trattato come un problema posturale, un 'disallineamento' e conseguentemente come un problema energetico, il Qi, il Prana a causa del disallineamento non circola bene. Un maestro direbbe però che il vero problema è nella mente del sofferente.
Strutturalmente possiamo dire che chi ha mal di schiena tende a spostare il peso del corpo sull'avanpiede, noi usiamo il tallone e la punta del piede, se camminiamo questo lo possiamo percepire, tacco, punta, tacco punta, yin e yang, sempre yin yang. Dieci anni addietro ho scritto un articolo per una rivista di psicoanalisi, sulla funzionalità dei piedi, 'Achille piè veloce', se avete voglia di leggerlo è attinente al nostro tema, anzi, è un caso: Achille sicuramente soffriva di mal di schiena link.

Ed ecco il nostro maestro: Carlo, hai mal di schiena? Cosa ti fa fare il mal di schiena? Cosa vuole la tua schiena da te? Vuole che tu stia fermo. Carlo, questo è il punto nodale, la schiena sta dietro di te, è schiena e sta tirando dietro, tu non l'ascolti, non le dai retta e continui ad andare in avanti, in avanti con la mente, non sai fermarti, non sai stare sui talloni, Carlo stop, il mal di schiena ti sta pregando di fermare qualcosa nella tua vita, ferma almeno qualche volta l'incessante attività mentale, grazie maestro! Sono però fortunato, non ho mal d schiena da quando ho iniziato a praticare Qi Gong e Tai Chi nel 1983.
Il nostro atteggiamento mentale si riflette nella postura del corpo: il pensare  è sempre attivo? Nella vita non riesco a fermarmi, la postura si sposta col bacino avanti. Per capire come, basta provare a mettere dei tacchi alti.

Un esercizio taoista della Itcca di grande beneficio per la schiena , La Tartaruga Sacra guazza.

1)Posizione di partenza, piedi paralleli posti un po' più larghi delle spalle, peso sui talloni, avambraccia piegate con i gomiti che sfiorano il corpo. Pensate di essere un o una pianista che si siede per un concerto e pone le mani sul piano.

2)Massima attenzione sull'osso sacro, chiave di volta per eliminare il mal di schiena, lo facciamo scivolare indietro, lentamente, senza nessuna fretta, ci stiamo piegando, la testa ed il petto scivolano avanti. Yin e yang, voglio andare avanti con la testa? Devo andare indietro con l'osso sacro. Arrivo sino ad essere con la schiena parallela al terreno, le braccia durante il movimento si sono aperte ai lati ed ora sono in avanti, ai lati della testa, la sguardo e un po' davanti.
Il segreto dell'esercizio sta nel portare l'attenzione sul movimento che parte dall'osso sacro, la nostra coda e non muoverci partendo dalla testa.
Durante questa fase inspiriamo aprendo bene tutto il corpo, la tartaruga si estende.


3)Espirando torniamo su, la tartaruga torna nel suo guscio. 

Troppo abituati ad una medicina che risolve per noi i nostri problemi, molti in caso di mal di schiena chiedono aiuto al medico e rischiano di finire inutilmente sotto i ferri della chirurgia. Una ragazza di New York mi raccontò il suo triste episodio, a 15 anni era un po' curva e il padre non voleva che lei lo fosse, la portò a fare delle cure. Dopo alcuni mesi di terapie i medici dissero al padre che per raddrizzarla totalmente avrebbero dovuto operarla. Fra le lacrime disperate della figlia, il padre acconsentì all'operazione. Dopo anni la ragazza è più diritta, ha dei chiodi nella colonna vertebrale e una grande cicatrice lungo tutta la spina dorsale.

La soluzione al mal di schiena è semplice: fermarsi, fermarsi a riflettere. Qualcosa nella nostra vita ci sta procurando questo dolore, è necessario trovarne le cause e modificare qualcosa. La riflessione ci porterà a comprendere che stiamo trascurando una parte di noi a danno di un'altra; il taoismo concepisce l'essere umano nei suoi tre aspetti, cuore, pancia, testa, aspetti fisici, emozionali e mentali, ogni aspetto deve avere il suo cibo, se noi trascuriamo una nostra parte, la postura fisica si modella sulle nostre scelte, il corpo è bravissimo ad adattarsi sul nostro modo di pensare e una postura anomala procura dolori alla persona. 
La vita è Yin e Yang, fermarsi ed andare, dobbiamo rispettare questo ritmo, l'inglese lo rende bene: stop and go. Siamo come auto in corsa, la nostra mente "occidentale" non si ferma mai, la testa si protende a causa di ciò, la colonna "tira" e lavsaggezza del corpo ci suggerisce: fermati!
Molte cose in questo caso possono essere benefiche, io insegno Tai Chi, Qi Gong e Meditazione, tutte queste "fermano", a me piacciono, ma ognuno dovrebbe trovare il suo stop & go adatto a sé.

18 July 2013

About martiality

During past century last decades, Yang family talked about martial and civil aspects: in Tai Chi Chuan there must be both aspects, and/and, not or/or.
We can think civil aspect as the cure of the person, nowadays we could call it wellness, wellness cure.
If this and/and had been understood by martial arts, we would not have so many ex martial artists, or sportsmen, physically hurt,  they would have considered their own and their students’ health, avoiding exceeding trainings, useless and harmful.
On the other hand, many Qi Gong and Tai Chi forms in these last decades have become only wellness techniques, but they do not bring all the possible advantages in the practitioners lives.
It is true that medical researches clearly state that these two disciplines are healthy and many diseases are relieved by them, but still something is missing and, specially, an improvement of psychic health is missing. Many practisers, many teachers, have no advantages and psychologically they remain primitives, only involved by their narcissistic ego; once we could have called it napoleonic, today we could say berlusconic. Napoleons always fall down
This scarcity of personality is due to the lack of martiality.
What did Yang family mean with martiality? For sure not going around beating people, this kind of martiality is the only one known to mankind who have been killing each other for thousands years with any mean, devastating wars, tragedies between single persons, fightings inside families. Yang family masters did not fight, they neutralized. Neutralized the ones who tried to attack them, books tell of three generations of undefeated Yangs. This is unbelievable for a period when martial fighting was common, we had duels.
Let us learn that in life even the greatest champion or the strongest team loses in the end. How is it possible for Yang family to stay undefeated? Yang family fourth generation grew during Chinese revolution, had to stay hidden and times of duels were over. We have the solution to our dilemma by applying and/and: Martiality and Wellness. Yi and Qi. Qi is healthy, sure, it is the energy flowing in our bodies,  we are fine when it flows, Qi Gong, Tai Chi make the Qi flow.
Qi alone is not enough, Qi is vehicled by the Yi, by Martiality.
The Yi is our mind, if it is too martial is too stiff, we get obsessive, we follow mere rules, we get inflexible, we train too much.
If the mind is not martial enough we are overwhelmed by life, we go to bed at night realizing we have not had a minute for ourselves, we are at mercy of events, we have no Yi enough to do anything.
Honors to Yang family, and/and, Yi and Qi. If you are told, we do medical Qi Gong, run, if you are told, we do martial Tai Chi, run...

Carlo Lopez

Yang family VI generation

29 June 2013

Sulla marzialità

La famiglia Yang, nei primi decenni del secolo scorso parlava di aspetto marziale ed aspetto civile: nel Tai Chi Chuan i due aspetti dovevano esserci entrambi, e/e, non o/o. Possiamo pensare all'aspetto civile come alla cura della persona, diremmo oggi: benessere, disciplina del benessere.
Se questo e/e fosse stato compreso dalle arti marziali, non avremmo tanti ex marzialisti, o sportivi, rovinati fisicamente, avrebbero dovuto tener conto della salute, propria e dei propri allievi, evitando allenamenti esasperati, inutili e dannosi.
Dall'altro lato molte forme di Qi Gong e di Tai Chi negli ultimi decenni sono divenute solo tecniche del benessere, ma non apportano tutti i benefici possibili nelle vite dei praticanti. Si, vero, le ricerche mediche parlano chiaro, queste due discipline fanno bene e le malattie che ne beneficiano son molte, pur tuttavia manca quel quid in più e sopratutto manca un miglioramento alla salute della psiche. Molti praticanti, tanti insegnanti, non hanno benefici e rimangono a livello psicologico degli esseri primitivi, coinvolti solo dal loro ego narcisistico, napoleonico. I napoleoni cadono sempre.
Questa carenza della personalità è dovuta alla mancanza di marzialità.

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Cosa intendeva la famiglia Yang per marzialità? Certo non andare in giro a spaccar la faccia agli altri, questa è la marzialità conosciuta solo al genere umano che da millenni si ammazza l'un l'altro, con ogni mezzo, dalle guerre devastanti, alle tragedie tra singoli, alle lotte in famiglia. I maestri della famiglia Yang non combattevano, neutralizzavano. Neutralizzavano chi provava ad attaccarli ed i libri di storia raccontano di tre generazioni di Yang inbattuti. È incredibile in un periodo dove il combattimento marziale era normale, noi avevamo i duelli. Impariamo nella vita che anche il più grande campione o la squadra più forte alla fine perde, come è possibile che la famiglia Yang sia imbattuta? La quarta generazione della famiglia Yang crebbe durante la rivoluzione cinese, dovette rimanere nascosta ed i tempi non erano più quelli dei duelli.
La soluzione al nostro dilemma l'abbiamo con l'applicazione dell'e/e: Marzialità e Benessere. Lo Yi ed il Qi. Il Qi fa bene, certo è l'energia che fluisce nel nostro corpo, se fluisce stiamo bene, il Qi Gong, il Tai Chi fanno fluire il Qi. Il Qi da solo non basta, il Qi è veicolato dallo Yi, dalla marzialità.
Lo Yi è la nostra mente, se è troppo marziale è troppo rigida, diventiamo ossessivi, seguiamo regole pedisseque, siamo intransigenti, ci alleniamo troppo. Se la mente è poco marziale siamo travolti dalla vita, ci abbandoniamo a letto la sera accorgendoci che non avevamo un attimo per noi stessi, siamo in balia degli eventi, non abbiamo Yi per far nulla.
Onore alla famiglia Yang, e/e, Yi e Qi. Se vi dicono, noi facciamo il Qi Gong medico, scappate, se vi dicono, noi facciamo il Tai Chi marziale, scappate...

Carlo Lopez
VI generazione famiglia Yang



19 November 2011

A simple Peng

Coming from one side,
slowing down with a well done Peng
twist down until Qi Gong two takes effect
and no one more can pull you again
how marvellous is the good Tai Chi
how marvellous the good Qi Gong
they go together, like two in one.
Don't reveal the secret,
it's so simple that nobody wants to understand
leave it a secret for the power of Qi
to reveal and hide itself
for the pioner of the art
and the old master
they'll smile each other
happy together

12 August 2010

Meditazione per guarire occhi e orecchie

Questo è l'inizio di una meditazione di guarigione per gli occhi e le orecchie.
Dovete stare sdraiati, il naso in questa posizione è come una montagna, gli occhi sono due laghi.
Per la combinazione di questi due elementi potete leggere il mio post di due anni addietro: Un'antica montagna, un giovane lago
C'è acqua (energia) che viene giù dal naso, fluisce verso gli occhi da entrambi i lati del ponte in una cascata energetica e va direttamente all'angolo interno dei due laghi. State immobili finché non sentite questo flusso, se non sentite nulla, dovete ripetere questa meditazione, ogni giorno per alcuni minuti, un occhio alla volta, fino a quando non è chiara la sensazione.
C'è un altro flusso di energia che proviene da sotto il naso, dall'interno della montagna (questa parte è in diretto contatto col cuore); sentite un fiume sotterraneo che esce nell'angolo interno degli occhi, sotto il lago. Entrambe le correnti (il primo connesso con la pancia), sono due tipi diversi di energia e si mescolano qui, all'angolo interno degli occhi.
Questo flusso d'acqua (energia) va a coprire gli occhi: sentite la corrente che va in quattro direzioni, verso la parte alta (Nord) e verso la parte bassa (Sud) dell'occhio, verso la profondità (Nadir) e verso la sommità (Zenith) degli stessi.
Rimanete a sentire questo per un po'. All'inizio potete lavorare su una direzione sola, poi sulla coppia, North/Sud e Nadir/Zenith, quando avete poco tempo sentite entrambi gli occhi completamente coperti.
La corrente continua arrivando alla parte esterna degli occhi e qui forma una grande cascata che cade verso le orecchie, ma prima l'energia riempie le tempie, due importanti punti di agopuntura, state qui finché vi piace, quindi seguite l'acqua cadente che raggiunge le orecchie, aprendole. L'orecchio deve sempre essere aperto per la salute della persona.
Lasciate che l'acqua penetri e sentite come se le orecchie fossero grotte sotto il livello del suolo. Dovete andare bene in profondità, così tanto che entrambe i fiumi si ricongiungono nel centro della testa.
Questa è la prima parte di una bella e benefica meditazione che le mie guide mi han dato.

English version

23 June 2010

Oltre il mare, dal Maestro

Un viaggio dal Maestro

È dal 1988 che viaggio dal maestro. Molti anni, spesso due volte l'anno.
Per andare da lui si è sempre traversato il mare, strano, o non tanto strano, il mantra Buddista, "Gate, Gate, Paragate, Parasamgate, Bodhi, Svaha" parla di attraversare per arrivare 'oltre'.
Prima era il canale della Manica, ora il mar Ligure... alcune volte andai da lui in treno, si prendeva la cuccetta per Parigi, poi il treno per Calais e da lì la nave per Dover; arrivati a Londra si era veramente arrivati e... pronti, pronti l'indomani per questo incontro... l'aereo è un bel mezzo, bello volare dal maestro che ti spiega come fare a volare, ma a volte brusco, si è già lì e si è già tornati e la piccola isola col maestro a molti sparisce come un miraggio in mezzo al deserto.
Il traghetto da Genova è enorme, ormai troppo grande per sentire rollio e beccheggio delle onde durante il sonno, non c'è, aimè, neppure mare grosso.
La serata passa piacevole in compagnia della collega svizzera incontrata al porto, chiacchiere sul Tai Chi, di colleghi e di paesi diversi.
Ci si sveglia presto, dalla poltrona si vede il sole sorgere, un veloce caffè seduti alla cafetteria del ponte superiore con la brezza mattutina e siamo arrivati.
E' il giorno precedente l'incontro, è un giorno di assoluto riposo, di dolce far nulla, di una passeggiata sulla spiaggia non ancora estiva, di scritti sul notebook.
La sveglia é d'obbligo, ma mai é servita, ci si sveglia pronti, il vestito da Tai Chi, ummm, calze bianche, spegnere il cellulare.
Si salgono le scale, si lasciano le scarpe fuori, il collega che è all'ora precedente la mia, recita la filastrocca del suo esame, On, Jai, Ban, Loi, assolutamente concentrato, appare non vederti neppure. Il maestro è al telefono, mi avvio sulla terrazza, I Kung numero uno, il panorama portentoso, 240 gradi di mare, isola di ..., rocce e colori... Carlo: Chi Kung two... è la voce del maestro... ecco il collega ha finito e va, mi giro, è sorridente come al solito, inchino e... inaspettatamente tira fuori due cuscini da meditazione, mi siedo, si siede davanti a me, qualche breve spiegazione, diretto come sempre, provo... il piacere di stare in meditazione con lui, nel silenzio dell'incanto... poi si alza, mi dice: out, in front of a tree. Mi dipingo un meraviglioso albero... usciamo, scendiamo le scale, mi indica un punto, mi intrufolo tra piante, erbe e bungalow, mi siedo, lui è un po' più in là, nascosto. Inizio, sono fra due alberi fioriti e profumati, uno rosso, l'altro rosa, respiro, provo le tecniche apprese or ora... passa il tempo che non ha tempo...
Ci alziamo insieme e torniamo su, si beve un goccio di tè, poi mi spiega con delle applicazioni quello che era meditazione, lo Yin... non riesco neppure a sfiorarlo... lo Yang, volo leggero fuori dalla porta. Tocca a me, oddio, un po' di timore, un paio di dubbi bloccano la trasformazione da Yin a Yang, poi ecco riesce e lui: now! good, good :)
Alla fine l'inchino, il sorriso e ci si vede nel pomeriggio. Infilo le scarpe e torno leggero e sorridente in stanza a riprovare l'emozione.