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Mente, diaframma, corpo

Negli ultimi anni lo studio ultra trentennale del Tai Chi e del Qi Gong della International Tai Chi Chuan Association, scuola fondata dalla ...

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27 November 2019

Domare il toro

Il Toro

Mettiamo che ci regalino un grosso toro e un pezzo di terra dove tenerlo, come la recintereste? Molti pensano a una palizzata in legno, ma sarebbe sufficiente a bloccare il toro? Meglio un muretto in pietra, o in cemento?

Niente di tutto questo: basta usare un sottile filo con un basso voltaggio elettrico. Alla stessa maniera è il Tai Chi: quando dobbiamo fare un'applicazione marziale non creiamo recinti duri, i muscoli restano soffici ed è l'energia, il Qi, che terrà a bada l'avversario.

Questo è un concetto assolutamente difficile da capire per i più. Sono tanti gli allievi che, anche dopo anni, chiedono: "Maestro, ma se diamo un pugno, almeno nel momento dell'impatto possiamo usare i muscoli?" La risposta è invariabilmente "no": perché spegnere l'elettricità proprio quando il toro sta per toccare il recinto elettrico? Come spiega da sempre il GM° Chu King Hung, la forza muscolare applicata è inversamente proporzionale all'energia, al QI, usato: se contraggo i muscoli spengo l'elettricità.

14 November 2019

Sull'esserci o non esserci

Essere o non essere, questo il problema. Ho finalmente compreso le parole di Shakespeare vedendo come molti gettino via se stessi.
Le persone ci sono o non ci sono.
Si impara, col tempo, a comprendere e ad apprezzare chi c'è e a lasciar perdere chi non c'è, sperando un domani possa, dopo aver lavorato su se stesso o su se stessa, esserci.

In riferimento al Tai Chi è più utile avere insegnanti, allievi che ci sono, che altri che appaiono anche bravi tecnicamente, ma quando servono o quando ci sono degli impegni, scompaiono regolarmente.
Le scuse sono tante, dalla morte di un caro, alla perdita del gatto, ai troppi impegni, ai problemi economici.

Perché chi c'è, c'è?

È un problema energetico. Chi c'è è aperto energeticamente e tutto fluisce, tutto si combina e non rovina se stesso con "scuse esterne".
A chi non c'è accade di tutto, un braccio che fa male, un tallone che impedisce il movimento, un lutto protratto per mesi e mesi. Si fa sopraffare dall'ego distruttivo e ne soccombe sempre e mai si avvede di questi meccanismi, la consapevolezza è offuscata.

Il buonismo di chi osserva tende a giustificare questi comportamenti, ma facendo così si entra in risonanza con colei o colui che non ci sono: è molto meglio dire in faccia quello che si pensa e semplicemente sperare che chi non c'è comprenda che il non esserci è distruttivo principalmente per se stessi.

L'apprezzamento deve esserci per chi c'è, per coloro che danno se stessi per il bene del Tai Chi, degli allievi, degli insegnanti perché hanno compreso che il bene del tutto è il bene per se stessi. 

Onoriamo chi c'è.

07 October 2019

Sui benefici del Tai Chi Chuan

A questa domanda l'Yi Ching risponde con il Trigramma Acqua, pioggia, sotto e sopra col Trigramma Tuono. L'esagramma risultante è il n° 40 che significa "lasciare andare il dolore e lo stress", salvezza. Una risposta assolutamente significativa! Tuono e pioggia: il temporale finalmente si scatena, l'acqua viene rilasciata verso il basso. Dopo la tempesta arriva la serenità.



Nel disegno del nome del Trigramma vi è un bue con le corna con sopra un coltello. Il bue è il nostro corpo ed il coltello è la spada della saggezza con cui una volta che decidiamo di fare qualcosa per noi stessi come il Tai Chi, finalmente possiamo guarire.

Il commento dell'ideogramma:

Il pericolo - la malattia, l'inazione - produce una ricerca, un movimento. Attraverso il movimento - il Tai Chi - il pericolo viene rimosso.
Quando tuono e pioggia arrivavo assieme, i boccioli di piante e alberi da frutto cominciano a rigogliare.



C'è una sola linea mutevole ed è la quinta che dice:

Le persone superiori rilasciano la pesantezza, le difficoltà. Le piccole insidie vengono rimosse.
La nostra vita è costellata di piccole cose che ci danneggiano, il Tai Chi è una pratica superiore che le spazza tutte via.

Nel cosiderare il Trigramma risultante dal cambiamento della linea 5 vi è un avvertimento al praticante:

Fronteggiando le difficoltà rimani gioioso.
In una situazione che sembra esaurita uno non deve perdere la sua prosperità e fluidità, solo la persona superiore è capace di questo.
L'Yi Chi ci sta avvertendo che col tempo la nostra mente tende a esaurire le attività che intraprendiamo. L'ego ci offusca perché vorrebbe sempre cose nuove, così rischiamo di perdere qualcosa di bello e benefico come la pratica del Tai Chi perché la esauriamo. Solo le persone superiori, capaci di distinguere ciò che ci fa bene, da ciò che ci è nocivo, non si fanno fregare.

03 October 2019

Distinguere ciò che fa male da ciò che fa bene

Nella nostra società si va diffondendo sempre più l'idea che l'attività fisica faccia bene alla salute. È vero, noi esseri umani abbiamo bisogno di muoverci. La domanda però è: quale attività fisica fa bene?

La risposta può essere semplice: un'attività fisica che può essere fatta fino a tarda età è sicuramente benefica per tutti, mentre un'attività fisica, uno sport, che a un certo punto si è costretti ad abbandonare per limiti "fisici", non fa bene mai, neppure da giovani.

Nel Tai Chi non c'è distinzione fra giovani e anziani, ogni classe è per tutti.

24 September 2019

La chiave inglese

Il rubinetto non funziona, non c'è acqua, ma ecco che mi viene in aiuto una chiave inglese. Con questa svito i bulloni e sistemo il mio lavandino e magicamente l'acqua sgorga di nuovo.
Metto via la chiave inglese, la ripongo in un posto dove non mi dia fastidio e dove posso all'occorrenza ritrovarla. Adesso mi dedico all'acqua, al flusso d'acqua, al suo sapore, al suo scorrere, alla sua necessità vitale.

Questo è il Tai Chi, la chiave inglese è la tecnica, la precisione necessaria ad aprire l'energia del corpo e a guarire, vivere, gioire.

Grazie chiave inglese, ma non ti metto, come fanno molti, incorniciata sul muro per ammirarti dimenticandosi che l'essenziale è l'acqua.

18 August 2019

Neil Young e Franco Battiato

Entrambi sono fra i grandi musicisti-compositori degli ultimi 50 anni e conducono vite parallele,  nascono entrambi nel 1945 ed entrambi iniziano la loro carriera musicale nel 1965: più di mezzo secolo di capolavori. Entrambi continuano a produrre dischi, lavori più tranquilli ed interiori rispetto alla grande sperimentazione che hanno avuto nelle loro vite.

Neil a Young



Neil Young in una straordinaria esibizione del 2019 di un suo classico, On the beach.

Franco Battiato




Shock in my town


Due compositori che hanno segnato la storia della musica. Onore a loro.



Anche il maestro Chu è nato nel 1945...



M° Chu - Chamonix Luglio 2019

15 August 2019

I tre livelli dell'apprendimento

Esistono sempre tre livelli di apprendimento in qualsiasi situazione da affrontare.

Il primo livello è quello in cui una persona "ci prova", nel Tai Chi ad esempio imita l'insegnante o gli allievi più esperti. È una ottima situazione per un principiante; il suo limite la carenza tecnica.
Chi non si adatta nel corso dell'apprendimento a questo livello non imparerà mai.

Il secondo livello è quello della tecnica. La tecnica è un fattore fondamentale. Vogliamo imparare a nuotare? C'è bisogno di tecnica. Il suo limite il tecnicismo. Chi pensa che la tecnica sia tutto resta un tecnico, sarà povero di energia, di Qi. È il limite di quasi tutti gli insegnanti.

Il terzo livello è l'arte. Quando la tecnica ormai sparisce e diventa un tutt'uno con la pratica svolta si ottiene lo stato dell'arte, la pratica diventa energia pura, chi osserva vede potenza naturale, dolcezza e pienezza.


04 August 2019

Chi si ferma è perduto.

Cosa vuol dire questa frase per chi pratica Tai Chi Chuan?

Normalmente chi usa questa frase ha paura  che fermandosi, nel lavoro, nella attività, nella vita, rischia di perdersi, di essere superato, di non farcela. Chi fa Tai Chi comprende, man mano che il suo Tai Chi progredisce, che fermarsi è essenziale, è lo Yin della vita. L'inverno che succede all'estate: è del tutto naturale.

Esiste però una situazione in cui chi si ferma è perduto, perduto veramente ed è quando un allievo che "deve" fare Tai Chi perché ha problemi di salute, smette e si ferma. Ecco, non capisce che in questo caso la frase ben si applica alla sua situazione, fermandosi è perduto.

03 August 2019

Ritmo

Ad ognuno il suo ritmo. Ero in montagna a camminare in un gruppo. Sin da piccolo ho imparato che "ognuno ha il suo ritmo". Il ritmo nel camminare è essenziale, se parto troppo forte rischio di "saltare" e non essere più in grado di arrivare alla meta senza fare fatica. Chi fa fatica sta sbagliando qualcosa, sta andando troppo forte, è proteso verso la meta e non si gode il viaggio, l'attimo presente, i fiori attorno a lui, il paesaggio. È in testa, non nello Spirito.

Così è in ogni "percorso", ad esempio nel Tai Chi. L'allievo deve impare il ritmo. Vuole arrivare subito alla meta? Non ci arriverà mai, ad un certo punto del percorso avrà perso la direzione e sarà perso. Molti in questo momento abbandonano, altri cominciano a comprendere che la "Via", il "Tao" non è - quel puntare alla meta - che pareva loro l'unico pensiero possibile.
Ogni allievo quindi deve comprendere quale è il suo ritmo.

In salita e in discesa - Yin Yang -in un gruppo ognuno vada col suo ritmo, senza gareggiare, ma godendosi il percorso.

Qualche tempo fa tre allievi si iscrissero assieme e assistetti ad una vera e propria gara, fra di loro ed anche contro se stessi, per arrivare alla meta che si erano prefigurati.
Col tempo arrivò la crisi perché pretendevano di andare assieme e una era più rapida nell'apprendere ed un'altra più lenta.
Ora sono sulla strada ed hanno compreso che devono andare al proprio ritmo. Il passo successivo sarà comprendere che non esiste un primo, un secondo o un terzo posto...

03 March 2019

Principio n° 2


Yang Chen Fu è il più famoso maestro di Tai Chi esistito. Si deve a lui la diffusione della nobile arte in tutto il mondo. Molti si rifanno ai "Dieci principi" che YCF ha dettato ad uno dei suoi discepoli, Chen Wei Ming. Sono principi molto profondi ed utili, ma pochi li hanno capiti, anzi, vi è una moltitudine di praticanti che li hanno addirittura ribaltati ed eseguono forme di Tai Chi vuote e senza energia, ben lontane dall'insegnamento della famiglia Yang.
In quanto discepolo di VI generazione della famiglia mi permetto di spiegare meglio tali principi e comincio da uno dei più incompresi, il secondo:

Contieni il petto e solleva la schiena.

"Contenere" il petto significa scrollarlo leggermente in dentro così da far si che l'energia affondi nel campo dell'elisir. Il petto non deve essere tenuto in fuori. Se è in fuori, l'energia ristagnerà nell'area del petto, col risultato che la parte superiore del corpo sarà pesante, mentre quella sotto sarà leggera e i vostri talloni galleggeranno facilmente . "Sollevare la schiena" significa che l'energia aderisce alla colonna. Se riuscite a sollevare la schiena, allora saremo in grado di emettere potenza dalla colonna ed essere invincibili.

Questo sopra è il titolo ed il commento dello stesso Yang Chen Fu, qui sotto la mia spiegazione del principio.

Molti hanno pensato che YCF intendesse che il petto debba essere rientrato, chiuso, incassando lo sterno. Questa è la tipica posizione del depresso e impedisce una ampia respirazione, base della vita. YCF invece intende che il petto deve essere allineato con la pancia. Moltissime persone hanno quello che nella Itcca Italia chiamiamo "blocco dell'acqua". È la classica postura con la pancia in avanti e YCF è geniale perché dà la soluzione posturale al tipico mal di schiena lombare e a chi ha problemi di infarto cardiaco: col petto non allineato sul Tan Tien (punto leggermente sotto l'ombelico), l'energia si blocca a livello del cuore ed il risultato nel tempo può essere grave.

Una cosa che è sfuggita a quasi tutti i praticanti è il riferimento di YCF ai talloni e questa dimenticanza dice molto sulla conoscenza dei veri principi del Tai Chi da parte della maggioranza delle scuole.

Sollevare la schiena è l'altra storpiatura di questo secondo punto dei principi del Gran Maestro e vediamo praticanti in tutto il mondo ingobbiti e simili a vecchi rovinati mentre il Tai Chi dovrebbe "aprire e fare rinascere le persone".
Alziamo la colonna dal sacro, dalla nostra coda ed ecco che il portare il petto più avanti e il sollevare la schiena diventano un solo movimento che è una ruota che porta il peso sui talloni.

YCF termina il punto parlando di invincibilità. È la risultante, lo scopo del  suo insegnamento, non vuole indebolire le persone, ma spiega come lui ha fatto ad essere invincibile e lo era davvero come artista marziale.

31 January 2019

La vera storia dei tre porcellini


Volendo scrivere della fiaba dei Tre Porcellini ho atteso l'arrivo dell'anno cinese del Maiale-Cinghiale per farlo.




La storia dei Tre Porcellini, a cui diamo i nomi di Timmy, Tommy e Jimmy , è per la consapevolezza molto più profonda di quel che sembra al nostro comune sentire.
Il racconto ci dice che i nostri tre protagonisti hanno paura del Lupo e decidono di costruire delle case per proteggersi. Timmy e Tommy mentre costruiscono la loro casa perdono tempo anche a ballare e a suonare al contrario del diligente Jimmy che costruisce una solida casa in mattoni senza perdersi in inutili fronzoli e così si salva, salva i fratelli e sconfigge il Lupo.




Si tratta quindi di un racconto che premia l'operosità dell'essere umano! Almeno a prima vista: stiamo ormai verificando che questa operosità sta portando alla rovina il pianeta in cui viviamo, attenti solo a curare i nostri interessi dettati, in fondo, sempre dalla paura creando muri che ci separano dagli altri.

La consapevolezza ci dà una visione diversa e ci spiega il disastro che il saggio intuisce nel comportamento del diligente Jimmy.
I Tre sono in realtà un solo porcellino che la paura ha scisso nelle sue tre parti, testa, cuore e pancia, e ogni parte agisce in accordo con le proprie esigenze e la casa rappresenta una costruzione di come noi vorremmo la vita. Questo ad esempio il significato del sognare case, strutture.

Se guardiamo questo film del 1933 di Walt Disney  vediamo Timmy intento a metter su alla bell'e meglio una casa di paglia mentre balla e suona in tutta allegria. Punito per questo? Sembrerebbe di sì, il Lupo spazza via la sua casa con un solo soffio.

Tommy è più accorto e la sua di casa è in legno, ma anche lui suona il violino: troppa allegria, anche qui il Lupo abbatte la casa con poca fatica.

Ecco però che arrivato alla casa del "serio" Jimmy esce malconcio contro i  pesanti mattoni:  nulla può il suo possente soffio.




Il Lupo è la nostra parte anima-le, quella parte vitale che tutti noi abbiamo e che spesso è bloccata dalla paura. Adesso guardate ancora la scena del Lupo mentre soffia via le prime due case: cosa fa? Semplicemente sta respirando, fa Tai Chi, un respiro potente sollevando il diaframma. La scena adesso è bellissima e chiara: il Lupo cerca di liberare i Porcellini! Vuole tornare unito, uno.

Tommy e Timmy sono più sani, cantano e ballano però anche loro si fanno fregare dalla paura e scappano dal Lupo. Jimmy invece è il più bloccato e il suo carattere troppo duro e chiuso gli impedisce di liberarsi della casa che rappresenta il suo carattere, la sua armatura.
Il Lupo è sconfitto e la storia ha un triste epilogo, ma invero il Lupo perde il pelo, ma non il vizio e nella vita reale è sempre lì che cerca di salvare il porcellino in noi...

PS.

Lascio a voi elaborare altri dettagli, ad esempio Timmy suona un flauto, ottimo per la posizione del legno del diaframma mentre Tommy suona il violino che si accorda col fuoco. La prima casa è di paglia, la seconda di legno (Vi è un altro cartone in cui più correttamente la casa di legno appartiene al flautista e quella di paglia al violinista) e Jimmy, una volta terminata l'opera, suona, un po' violentemente, il piano, ottimo strumento per chi ha il blocco del metallo.
Lupo e Porcellini stanno su due zampe e questi son sempre sulle punte.
Otto minuti di cartoni animati veramente densi da "leggere", fra l'altro significativi anche i quadri nelle case, i fiori fuori delle case...

I tre centri nel Taoismo

Nel Taoismo si parla di tre centri, tutte le cose sono divise in tre, un albero ha radici, tronco, rami, così formiche o esseri umani hanno addome, tronco e testa.



Se osserviamo una formica vediamo che è più propensa verso l'addome, da qui il suo "essere sociale", completamente orientata verso il gruppo. Chi propende verso il Tan Tien della pancia tende ad essere così, un esempio ne è la cultura giapponese, la cultura dell'Hara, del Harakiri, mi uccido per la patria, per l'onore; il sumo, il kamikaze ne sono la massima espressione culturale.


La tradizione taoista porta ai nostri giorni la fondamentale teoria cinese delle "Cinque fasi", i famosi "cinque elementi". Tre di questi sono collegati alle nostre tre parti.
  • Pancia = Acqua
  • Cuore = Fuoco
  • Testa = Terra
Nel Tai Chi, la tradizione della famiglia Yang le considera sfere: sfera della testa, sfera del cuore e sfera della pancia.
Nel perfetto allineamento i muscoli restano rilassati perché non devono lavorare per mantenere sfere disallineate al loro posto. Il non corretto allineamento porta i muscoli a dover compiere un lavoro per bilanciare le sfere con conseguenti problemi come il mal di schiena e situazioni posturali che possono divenire sempre più gravi.

Metallo e Legno?
Alla gola, il cui compito è il corretto passaggio fra testa e cuore, abbiniamo l'elemento metallo; fra cuore e pancia abbiamo il plesso solare, il diaframma e, a quest'altra zona di passaggio, abbiniamo l'elemento legno.

11 December 2018

Ego e Arti Marziali

Nella vita del praticante di Arti Marziali esiste l'ego. Questo è un meccanismo perverso in cui si ottiene "potere" dall'approvazione degli altri. Osservare un politico serve molto a comprendere il meccanismo dell'ego. Il politico "si gonfia" in funzione del potere e il potere si acquisisce con i favori all'elettore. È un meccanismo perverso.

L'allievo cerca l'approvazione dell'insegnante e questo lo porta su una strada errata nella pratica. Parecchie persone abbandonano i corsi sin dalle prime lezioni perché non "si sentono all'altezza". Il loro ego ha subito fatto dei confronti con altri partecipanti e ha scelto la fuga invece del confronto. La soluzione sana sarebbe stato restare senza alcun confronto.

Il lavoro sul proprio ego è la marzialità dell'arte. Non esiste nessuna marzialità nel combattimento perché l'arte marziale è una pratica personale, un lavoro profondo su se stessi: è la lotta contro il proprio ego e il praticante diventa "Maestro" quando ha compiuto questa lotta ed e totalmente libero dall'ego.

Ogni fatica, ogni dolore, ogni sofferenza è prodotto dal proprio ego che vorrebbe innalzarci in qualcosa che non siamo senza lasciarci vivere la naturalezza della vita. Nel Tai Chi dobbiamo respirare, come possiamo farlo se non siamo noi stessi?

Marzialità: consapevolezza sui nostri meccanismi interni e fluidità dell'essere vivi.

25 November 2018

Il seme

Abbiamo dei semi da donare alle persone. Quando uno arriva da noi, scuola Internazionale, non riesce a comprendere il valore del Tai Chi e del Qi Gong perché può vedere solo il piccolo seme, non "vede" la pianta rigogliosa con i suoi rami che danno ombra e rifugio e i suoi frutti che danno da mangiare agli affamati. Vede un seme e non sa, non comprende che da quel seme la sua vita può cambiare, i suoi dolori possono cessare: può trovare una strada che lo tiene e porta verso una meta invece di procedere nella vita a tentoni senza consapevolezza di se stesso. Il seme ha bisogno di un terreno per poter crescere, non potrà crescere nel deserto: l'allievo è quel terreno ed ogni allievo è un terreno diverso, se l'allievo è un deserto, io insegnante potrò innaffiarlo ogni giorno, ma il seme resterà seme. È inutile sprecare acqua nel deserto, darò l'acqua preziosa al terreno più fertile, cercando di fare crescere quanti più alberi posso fare crescere, ma sempre tenendo conto del terreno che ho a disposizione. Certo, ci sono insegnanti che fanno miracoli e riescono a fare crescere una pianta anche nel deserto, ma l'insegnante deve principalmente occuparsi del terreno che desidera far crescere il seme e forse, non vale la pena dedicarsi ad una sola pianta, ma a molte.

Quando l'allievo arriva e accetta il seme, qui inizia il lavoro di entrambi, il contadino dovrà annaffiare il seme, curarsi di esso ed il terreno dovrà far crescere il seme, è sicuramente un lavoro a due, ma il contadino non può che dare acqua al seme, curarsi di lui, ma la responsabilità della crescita è del seme che deve voler diventare pianta ed accettare la trasformazione, da potenziale allievo a albero maestoso e rigoglioso. Il tempo necessario non conta, ogni seme ha il suo tempo: non posso pretendere che una quercia cresca veloce come fa l'erba. Ognuno è importante, l'erba è fondamentale come è fondamentale la quercia, vanno coltivati entrambi.

È però il contadino che sceglie il seme e la nostra scuola ha semi rari, semi importanti da dare, i nostri insegnanti ci hanno messo anni e anni ad imparare a conoscere questi semi e questo è un bene per l'umanità perché l'albero che ne può nascere è profondo e vasto.

È triste quindi vedere qualche insegnante piantare semi "facili", che danno frutto subito perché il suo ego deve essere gratificato "immediatamente" e non è capace di attendere ed avere una relazione di crescita più lunga e profonda col proprio seme-allievo. Questi insegnanti dovrebbero cambiare scuola perché stanno truffando l'allievo che viene da noi per quei semi rari di cui ha sentito parlare e desidera conoscere e poi si ritrova in mezzo a sterpi ed erbacce...

01 November 2018

Persefone

Eccoci a Novembre; scrivo ed è Halloween, festa molto controversa, ma che segna un momento importante: entriamo infine nella parte Yin del ciclo annuale.
Halloween, Ognissanti è una porta ed è una porta temuta: Persefone oggi torna da Ade dopo essere stata con la madre Demetra a raccogliere le messi estive.



E noi taichichuanisti?

Yin e Yang: dal simbolo del Tai Chi sappiamo che in ogni momento Yin e Yang si bilanciano, ogni istante porta una "visione" diversa, il temere l'inverno alle porte blocca, il comprenderne i suoi aspetti di profondità apre e libera. Ogni eroe deve affrontare la temuta porta degli inferi e ci entra per sondare il "non conosciuto" e vi trova tesori. La distruzione di 200 Yacht a Rapallo di questi giorni è il segnale di questa porta, non è più tempo di avventure "esterne" alla ricerca dell'isola non trovata (Guccini).

Ora gli Yacht non servono perché l'avventura che inizia ad Halloween è un viaggio meraviglioso dentro di noi.

26 October 2018

Mente di principiante

Chi ha forte interesse nella pratica del Tai Chi prima o poi si trova di fronte a un problema: la sua voglia di imparare cose sempre nuove, sempre interessanti, lo blocca. La vita è a cicli: c'è il ciclo dell'anno solare, il ciclo giornaliero, il ciclo respiratorio. La mente razionale invece vede la vita come una linea retta e fa confusione. Molti addirittura spiegano che i cicli riguardano solo le donne perché queste sono più legate al ciclo lunare a causa del ciclo mestruale: nulla di più errato. I cicli sono "cicli produttivi" e sono base fondamentale dell'esistenza umana: l'anno produce cibo per il sostentamento di tutti, il respiro produce ossigeno ed energia per farci vivere, il ciclo mestruale porta a nuove nascite per continuare la specie.

L'allievo deve comprendere che anche l'apprendimento è un ciclo, non una linea retta. Chi vede la linea retta non impara mai, chi vede e fa suo il ciclo, ogni volta progredisce e ottiene il "frutto" del ciclo. Questo significa che ogni "didattica" che il Tai Chi offre va "rivissuta" e rimparata ciclicamente. Mai dire: "Ah, ma questo il maestro l'ha già fatto!"; certo che il maestro l'ha già fatto, ma lo rifà per impararlo lui stesso. Che l'allievo lo segua o no, non è sua responsabilità.

23 October 2018

Accendere un fuoco

Accendere un fuoco.

Per fare un fuoco ci vogliono carta, paglia, rametti, bastoncini, tronchi, sempre più grossi.
Così è quando si crea qualcosa, ad esempio una associazione nazionale di Tai Chi. All'inizio i tronchi non servono, anzi sono dannosi, meglio tenerli lontani dal fuoco altrimenti lo soffocano. Serve paglia, gente paglia che dà un immediato bagliore e ravviva e dia la possibilità ai rametti secchi di ardere.

Solo quando abbiamo una solida brace, allora, i grossi tronchi vengono posati e sono l'anima del fuoco duraturo. Spesso sono quegli allievi che fanno molta fatica a imparare e anche come insegnanti all'inizio non ingranano, ma una volta che il fuoco attecchisce in loro, restano gli assi portanti con cui vive a lungo e gli insegnanti paglia, carta, rametti non servono più e vanno naturalmente per la loro strada. Naturalmente li ringraziamo per l'importantissimo lavoro svolto.

06 April 2018

Nuove idee, nuova politica

Leggo questo articolo di Jacopo Fo sul "Fatto Quotidiano" e resto d'accordo.

In particolare quando dice delle piccole imprese che i politici non riescono a valorizzare. Io ho una piccola impresa, ossia insegno Tai Chi al mio centro, ho dovuto lavorare sodo, un trent'anni per avere un numero di allievi tale da permettermi di mantenermi adeguatamente. Quando iniziai mi dissero, ma sei matto? Trovati un lavoro sicuro! Il lavoro sicuro a quei tempi era in banca, in posta, in qualche ditta. Al giorno d'oggi questi non sono lavori sicuri e fanno male alla salute, quindi mi dico ogni tanto, Carlo bravo, ci hai creduto e fai un lavoro che ti piace.

Arriviamo al punto centrale, il mio lavoro fa bene alle persone, fa risparmiare soldi alla comunità, meno medicine, meno visite mediche, persone più efficienti anche in tarda età, ma nonostante migliaia di articoli scientifici sui grandi benefici del Tai Chi e del Qi Gong, nulla, non interessa a nessun politico a nessuna struttura burocratica. Perché? Perché i poteri sono altri, sono degli ordini, delle big pharma, delle corporazioni, delle lobby. Il povero 5 stelle avrebbe anche voglia di fare cose diverse, ma deve allearsi con PD o con Salvini e Berlusconi, proprio quei partiti, quei politici che sono lì per difendere gli interessi anacronistici di queste caste: cari italiani coraggio, alle prossime elezioni abbiate un momento di lucidità.

19 November 2017

Liste di proscrizione

Una mia allieva che insegna Tai Chi da anni a Genova è stata "cacciata" da un corso sulla scrittura delle icone assieme ad una sua allieva perché eretica. Secondo loro il Tai Chi non è in linea con il cattolicesimo e perché non gli piace quello che scrivo sul mio blog. La mia allieva aveva persino aiutato questa signora iconografa ed il prete ad organizzare questo corso.

Quando andavo a catechismo parlavano della parola del Signore e della bontà cristiana, sembrava ci fosse molto cuore, ma poi studiando a scuola tutti gli orrori perpetuati in nome del Signore hanno creato uno stridente contrasto.
Contrasto che Papa Francesco deve sentire molto pesante nella sua ricerca nell'eliminare dal cattolicesimo tutte le macerie introdotte nei secoli: dai preti che fanno l'inchino ai mafiosi durante le processioni, alle liste di proscrizione che girano nelle parrocchie italiche.

Nei nostri corsi di Tai Chi non escludiamo nessuno, chiunque è il benvenuto perché siamo tutti "figli di Dio", tutti uguali, qualcuno certo ha il cuore chiuso, offuscato dal suo ego che divide, ma tutti possiamo tornare allo stato originario, tutti possiamo seguire l'esempio di Cristo.

25 October 2017

Rilassamento ed apertura nel Tai Chi

L'ego dei preti ha creato Dio a loro immagine e somiglianza. Dottori della chiesa con gravi problemi psichici hanno forgiato un Dio mostruoso cattivo e vendicativo. Gigantesco il lavoro di Gesù per distruggere questa immagine egoica formatasi prima di lui, ma altri santi dal pensiero distorto hanno racchiuso il suo messaggio nella pietra della chiesa.

L'ego ha plasmato i princìpi della visione ecclesiastica ponendo l'immagine di Gesù morto sulla croce. Morto per noi, sacrificato per noi, bla, bla, bla. Invero questa immagine serve a mostrare un aspetto della vita, il lasciarsi andare, il rilassamento, il morire, quindi anche l'addormentarsi, l'orgasmo, separato dalla sua componente yin-yang essenziale alla vita, l'aprirsi.

Il messaggio di Gesù era nella resurrezione, l'amore per la vita ci fa risorgere, rilassati ed aperti. L'ego ha spezzato questo messaggio e ha tolto l'apertura e tutte le croci nelle chiese mostrano un Cristo abbandonato e morto, senza vita perché, se non c'è rilassamento ed apertura, non c'è vita.
Per comprendere questo basta entrare in acqua e stare a galla: se sono rilassato ed aperto sto a galla, se mi chiudo o divento teso, affogo. Una questione di vita o di morte quindi.

Tutti hanno ripercussioni perché tutti noi abbiamo avuto influenza dalle chiese: persone che non riescono a rilassarsi, iperattive per non finire come l'immagine mortifera della croce, altre incapaci di aprirsi, depresse e già morte. Malattie di ogni genere, ieri riflettevo sul Parkinson, ma ogni malattia può rientrare in questa dissociazione.

Quando scegliete una scuola di Tai Chi o di Qi Gong osservate bene se questa scuola predilige l'aspetto del rilassamento e quindi i movimenti saranno molli e vuoti o se predilige l'aspetto dell'apertura e quindi i movimenti saranno duri e muscolosi e cercatene una in cui i due aspetti sono assieme, lì vedrete energia e vita.