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Mente, diaframma, corpo

Negli ultimi anni lo studio ultra trentennale del Tai Chi e del Qi Gong della International Tai Chi Chuan Association, scuola fondata dalla ...

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09 August 2026

Elena e Menelao

L’Odissea è un incessante dialogo fra essere umano e dèi. Il punto fermo è il continuo rimembrare dell’eroe dell’esistenza dell'elemento spirituale: attraverso l’interazione, il dialogo, l'ascolto della divinità di turno, l’eroe riesce ad affrontare e superare i molteplici perigli che invece bloccano il comune mortale.

Un perfetto esempio lo troviamo nel capitolo quattro: Menelao, di ritorno da Troia, è disperato perché si trova con navi e uomini bloccato sull’isola di Faro. La disperazione smuove l'umano dal suo piedistallo e lo porta a cercare aiuto. Menelao inganna e blocca una divinità del mare, Proteo, per ottenerne consiglio.

Per entrare in contatto con Proteo, Menelao deve immobilizzarsi ed entrare nella pelle di una foca. Fa Acqua, scende, si acquieta, muta forma. È il classico viaggio negli inferi che ogni eroe compie: Ulisse, Enea, Dante. Il non eroe — Achille, Agamennone, Ettore, Paride, ma l'elenco è lunghissimo e arriva sino ai nostri giorni — non ne è capace, non sa fermarsi, non sa "tornare indietro". Conosce solo l’azione, non ha l'intelligenza necessaria a comprendere la "non azione". Questa divinità non si concede a un comune mortale e Menelao deve dimostrare di essere degno del dialogo; deve restare fermo nel suo intento mentre la divinità cerca di sfuggirgli mostrando le sue molteplici forme: legno, acqua, fuoco, metallo e Terra. L’eroe è completo e centrato durante l'incessante mutare delle forme della vita.

Una volta entrati in contatto con lo Spirito, tutto diviene facile e Menelao ottiene tutte le risposte alle sue domande: viene a conoscenza della morte del fratello Agamennone, dell'esilio di Ulisse e che deve tornare in Egitto e offrire quei sacrifici alle divinità che aveva totalmente dimenticato alla sua prima partenza. Torna indietro e questa volta, in breve, arriva a casa sano e salvo. Il sacrificio agli dèi è il momento “meditativo” che distingue l’eroe dal comune mortale. Da notare l'aspetto del ”tornare indietro”. L’eroe lo fa. Vediamo mai un tornare sulle proprie decisioni e scelte errate di scienziati e politici dopo la pandemia o guerre? No, mai, perché fra questi potenti di turno non esistono eroi.

I poemi omerici vogliono mostrare la differenza fra eroi e comuni mortali. Nello stesso capitolo quattro, la moglie di Menelao, Elena, si mostra eroe quando riconosce i suoi passati errori e compie un'azione meditativa e di cura sugli ospiti, che in quel momento erano tristi e straziati nel raccontare le tante vite perse nella guerra di Troia. Dà loro il Nepente, una pozione che fa entrare i suoi ospiti in contatto con lo Spirito, andando oltre i tormenti dell’ego. Durante gli anni di esilio ha studiato la scienza delle erbe e della cura con una maestra, Polidamna.

L’eroe si cura degli altri.

01 November 2018

Persefone

Eccoci a Novembre; scrivo ed è Halloween, festa molto controversa, ma che segna un momento importante: entriamo infine nella parte Yin del ciclo annuale.
Halloween, Ognissanti è una porta ed è una porta temuta: Persefone oggi torna da Ade dopo essere stata con la madre Demetra a raccogliere le messi estive.



E noi taichichuanisti?

Yin e Yang: dal simbolo del Tai Chi sappiamo che in ogni momento Yin e Yang si bilanciano, ogni istante porta una "visione" diversa, il temere l'inverno alle porte blocca, il comprenderne i suoi aspetti di profondità apre e libera. Ogni eroe deve affrontare la temuta porta degli inferi e ci entra per sondare il "non conosciuto" e vi trova tesori. La distruzione di 200 Yacht a Rapallo di questi giorni è il segnale di questa porta, non è più tempo di avventure "esterne" alla ricerca dell'isola non trovata (Guccini).

Ora gli Yacht non servono perché l'avventura che inizia ad Halloween è un viaggio meraviglioso dentro di noi.

11 February 2015

Tàaroa

Tàaroa, il Creatore di Ogni Cosa, abitava in una conchiglia.
Questa conchiglia sferica, simile ad un uovo, girava nello spazio infinito.
Non esisteva né cielo, né terra, né luna, né stelle.
Poi Tàaroa con una scossa uscì dalla conchiglia e trovò solo oscurità e silenzio.
Era completamente solo
e decise di ritirarsi in una nuova conchiglia per molte eternità.

Quindi intraprese la sua opera di creazione.

Con le conchiglie creò il Cielo e la Terra, poi scosse le sue piume rosse e gialle che cadendo sulla Terra presero la forma di alberi, di foglie e mazzi di piantaggine.

Mito delle Isole della Società, Oceano Pacifico

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Taroa è completamente in sè, non ci sono mancanze così può creare qualsiasi cosa.
Non essere sempre attivi per essere creativi, di notte, ad esempio, entriamo nella conchiglia di Taroa, immobili, senza pensieri, senza stimoli.
È il principio della perla.


19 January 2012

Ulisse

L'Odissea rappresenta l'essere umano alla ricerca, nella vita, della sua controparte mancante.
Ulisse potrebbe pure essere una donna, Penelope un uomo.
Ulisse è noi nel nostro ritorno a casa, Penelope è il principio interno mancante, lo Yin che completa lo Yang o lo Yang che completa lo Yin.

Il viaggio per mare con i suoi molti miraggi e distrazioni è il nostro fluire o non fluire verso l'integrazione.
Ulisse arriva solo, i compagni di viaggio necessariamente scompaiono, insieme a tutto il resto.

La freccia scoccata dall'arco di Ulisse al termine dell'Odissea e che centra il bersaglio, simboleggia la meta raggiunta, l'amore trovato o ritrovato, quasi mai a livello fisico, ma necessariamente energetico, obbiettivo dell'essere umano.

14 June 2011

Cassandra

I troiani sono l'emblema di un popolo molto stupido, due i motivi della loro distruzione.
Il primo fu causato da Ettore, se questi non avesse ucciso stoltamente l'amico di Achille, Patroclo, il pelide non sarebbe mai tornato in battaglia e senza il loro eroe gli Achei erano inferiori ai troiani guidati da Ettore.
Il secondo motivo é quello che rovina costantemente l'umanità, il non ascolto della voce interiore, della guida profonda, della saggezza di Cassandra. Questa veggente "sapeva", le era chiaro cosa era il "cavallo di troia", la sua pericolosità, ma aimè, nessuno le diede retta, tutti presi dalla sete di vittoria, dalla cecità del loro ego limitato, dalla brama di denaro e di doni, specchi della loro stoltezza... tutto molto moderno, purtroppo; i giapponesi già eran stati ammoniti con le loro due città distrutte da bombe atomiche durante la seconda guerra mondiale, eppure, novelli troiani, non seppero ascoltare e Cassandra avrebbe detto: "La storia si ripete sempre" ed ora pagano tristi consequenze.

Purtuttavia un popolo, unico al mondo, ha saputo ascoltare Cassandra per ben due volte nella sua storia moderna ed ora si trova libero dal nucleare.

13 June 2011

Sui capelli

La prima cosa che fanno al servizio di leva è tagliare i capelli, non a zero, quello sarebbe ancora accettabile, no, ne lasciano un poco, come i prigionieri ebrei nei campi nazisti: tu ora non sei più tu, tu ora sei al nostro comando.
Cosa tagliano? Che simbolismo c'é dietro a ciò? Tagliano la criniera, un leone senza criniera non é più un leone, non ha più la sua parte selvaggia, non é più libero, non ha più forza.
Donne di popoli ancora naturali se private dei capelli si sentono amputate di una parte di loro stesse.
Spesso ai nostri giorni si deride chi ha i capelli lunghi, qualcuno può arrivare a dar dell'effemminato, eppur grandi uomini, grandi donne avevano capelli lunghi.
Sansone é un mito emblematico, tutta la sua forza perduta nel taglio di Dalida, Sansone non é più Sansone, perché milioni di persone, donne e uomini si puniscono così? Ovvio, vogliono eliminate la loro natura selvaggia, ne hanno paura, tagliandosi i capelli possono stare tranquilli, sono dentro una gabbia, la prigione li tranquillizza.

31 October 2008

Kallystra e Dio

Un giorno Kallystra chiese a Dio, "Non so cosa mi succede... io, io amo un uomo... sono spaventata, sono spaventata d'andar via dalla mia casa, da mia mamma, da te, sarò una donna se lo seguo, diventerò come tutte loro... come tutti quegli adulti pieni di dolore e rabbia."

Cominciò a piangere piena di disperazione e paura.
Dio le chiese, "Oh, mia piccola donna, così sei pronta? Chi è questo uomo così fortunato?"
"Lui è un mago e Ti conosce... il suo nome è Lao..." replicò la ragazza.
"Oh Lao, sono così felice per te! Con lui non Mi perderai :) Lo conosco bene, gli ho dato te perché tu sei la mia dolce piccola figlia e non voglio perderti."
Kallystra ora chiese con maggior sollievo, "Così questo amore è... AMORE? Un amore sacro?
"Tutti gli amori sono AMORI sacri! Ma... le persone dimenticano... l'amore, dimenticano me e le loro vite diventano pesanti, dolorose, pensano di essere sole.
"Non preoccuparti mia diletta, tu e lui non dimenticherete l'amore, non sarete mai soli, l'amore sarà sempre con voi.
"Adesso vieni qui, abbracciami e vai da lui, non aver mai paura. Sono sempre vicino a te, semplicemente chiedi, ricordati di chiedermi. "
La giovane donna abbracciò Dio, il suo cuore era adesso più leggero. Lentamente se ne andò, Lao la stava aspettando. Un sussurro nel suo orecchio continuò per tutta la sua vita: "Io sono amore, ricordati mia dolce, Io sono amore."

03 June 2003

Achille piè veloce

Lo studio del taoismo sulla sacralità del Corpo è anche studio del movimento: si osservano i movimenti naturali degli esseri umani, in particolare dei bambini, perché più liberi da blocchi, e degli animali: nei monasteri era comune trovare tartarughe e gru anche per comprendere la loro longevità. Queste osservazione e questi studi hanno dato vita ad esercizi fisici che sono parte integrante della vita taoista e che mirano al raggiungimento di una salute che coinvolge anche l’aspetto mentale.

Uno dei prodotti più raffinati è il Tai Chi Chuan, arte alla moda ai nostri giorni ma anche svuotata di contenuti dagli occidentali. Il nostro pensiero lineare non ammette se non la superiorità delle civiltà presenti: siamo la massima evoluzione in tutto! Ed ecco allora che teorie energetiche, fisiche e di movimento studiate per secoli sono messe in discussione solo perché le nostre tavole anatomiche sono le più perfezionate (così afferma un rinomato insegnante di Tai Chi Chuan americano). In realtà il gap tra noi ed il funzionamento del nostro Corpo è arrivato ad un punto di grave frattura, che punte masochiste come il body building o lo sport agonistico ed estremo mettono in luce, mentre pratiche nelle quali l’uso della tensione muscolare è di ostacolo sono ancora difficilmente comprensibili.

La conoscenza del nostro Corpo non è facile, esige anche momenti di quiete, di meditazione, di ascolto, tutte situazioni non agevoli al mondo d'oggi. Proviamo a stare in piedi, lasciando il bacino e l’osso sacro libero, oscillando la colonna come un pendolo, potremo goderci lo spostamento del peso dai talloni (Yin) all'avampiede (Yang) e conquistare un'insolita sensazione di libertà.

Approfondendo lo studio del movimento sui piedi con il Qi Gong e il Tai Chi Chuan andremo in profondità e potremo penetrare la sacralità del Corpo: sul tallone, posizione Yin, sentiremo la possibilità di essere in asse, di avere i tre centri allineati, le braccia si apriranno facilmente come fossero ali ed allora il nostro diaframma libero ci consentirà una profonda inspirazione, sarà più facile aprirci all'interno e sentire quelle emozioni che spesso ci nascondiamo. Sull'avampiede – posizione Yang - potremo rilasciare il bacino e goderci un’espirazione libera, che scarica completamente le nostre tensioni.

Il mito narra che Achille aveva un unico punto debole, vulnerabile: il tallone. Nel Tai Chi Chuan diremmo che aveva un problema di Yin, non riusciva a stare sui talloni, a fermarsi. Colui che sta sempre sulle punte, continua ad andare, ad esempio accelera ai semafori (punta) invece di frenare (tacco).
La discendenza divina, la quasi invulnerabilità lasciano intendere una situazione più evoluta rispetto ai suoi compagni ed ai suoi nemici intenti solo alla guerra ed alla distruzione reciproca. In effetti nell’Odissea ad un certo punto Achille si ferma, “Disse così; al Pelide venne dolore, il suo cuore nel petto peloso fu incerto tra due: se, sfilando la daga acuta via dalla coscia, facesse alzare gli altri, ammazzasse l’Atride, o se calmasse l’ira e contenesse il cuore”. Smette le armi e si domanda le ragioni della guerra contro i Troiani, sa che non nutre motivi personali contro di loro. In quel momento Achille “è” nel suo tallone: in questa posizione si può inspirare, si è più aperti nel Corpo, le emozioni nascoste si aprono all’esterno ed anche i pensieri si fanno più profondi. In questa posizione è invulnerabile. Achille, nonostante le pressioni dei suoi amici Achei, riesce a stare in questa posizione Yin, ma “Yin e Yang amano alternarsi continuamente”, ora comincia l’oscillazione verso lo Yang.

Nella sua storia a questo punto sopraggiungono due problematiche: dapprima gli viene sottratta Briseide, successivamente muore il suo amico Patroclo. Sono due elementi Yin, Briseide una donna e Patroclo un uomo ma dall’animo gentile. Il dolore è troppo forte e Achille si chiude, chiude il suo diaframma ed in esso il dolore. Perde il collegamento con il tallone ed il dolore trattenuto si trasforma in ira, e per l’eroe giunge la fine. Torna una situazione Yang non armonica, reattiva, eccessiva, l’ira funesta senza freno; sarà il Dio Apollo a colpirlo nel calcagno e con la morte a farlo tornare in una nuova situazione Yin. Avrebbe dovuto ritrovare all’interno di se i due elementi Yin perduti per bilanciare l’eccesso di Yang.

Situazione molto attuale: anche noi come Achille, non riusciamo a trovare una soluzione allo Yang, a bilanciare Yin e Yang, siamo capaci solo di usare la rabbia e la forza fisica, degli eserciti, dell’autoritarismo e/o a chiuderci in uno Yin spento, senza luce. Lo Yang nel Tai Chi Chuan è, al contrario, forza che si appoggia allo Yin, forza energetica, che ha respiro, esplosione morbida ma potente, forza neutralizzante, forza svuotata dall’aggressività, non reattiva, forza che ha cuore.


Pubblicato nel numero 5 dei quaderni degli argonauti Giugno 2003