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Mente, diaframma, corpo

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27 February 2015

Il labirinto del Fauno


Consiglio questo film a chi è interessato a comprendere meglio la vita. Il regista Del Toro ci mostra, grazie alla protagonista, Ofelia, una bimba non ancora ragazzina, la separazione fra il mondo dell'ego ed il mondo interiore, il mondo dello spirito.


Ofelia non accetta il mondo dell'ego, rappresentato da due genitori ben radicati in questo mondo, il padre, uno spietato capitano franchista (il vero padre è un sarto, un uomo che cuce, un creatore, morto e sepolto nel mondo dell'ego, che è capace solo di distruggere) e la madre, una donna attratta dai bei vestiti e dalle apparenze e cerca, attraverso la lettura dei suoi libri di fiabe, una comprensione diversa. La richiesta viene esaudita, incontra un fauno di pietra, di pietra è la comprensione dell'umanità del mondo interiore.


Ofelia risveglia questo mondo rimettendo a posto l'occhio del fauno che era "caduto". Adesso Ofelia ha la visione interiore aperta, ha riequilibrato Yin e Yang, e una fatina conduce Ofelia nel labirinto, il labirinto della vita, e la guida sino al centro di se stessa. Qui c'è il fauno, un essere visto da Ofelia in maniera ambigua. Il mondo interiore fa paura, non è ben compreso, il lato ombra sembra a chi vive nell'ego spaventevole, Dio è cattivo, vendicativo, esigente.


Il fauno propone ad Ofelia tre prove, se le supera diventerà la principessa che un tempo fu, diventerà se stessa. Le tre prove sono per i nostri tre mondi, testa, cuore, pancia. Semola le affronta nella "Spada nella roccia" per diventare Re Artù, diventa pesce, uccello, scoiattolo.


La prima prova è per la pancia e viene ben superata. Ofelia striscia all'interno di un enorme albero secolare per salvarlo. Striscia, è capace di mettersi nella posizione orizzontale, quella dove non si ha paura, dove il diaframma si apre, ben conosciuta ai praticanti di Tai Chi della Itcca Italia. Il regista con molta intelligenza filmica e interiore ci mostra il vestito bello, che Ofelia giustamente si è tolta durante la prova, orgoglio della madre, distrutto dal fango e dall'acqua; sono elementi della pancia, dei reni. Ofelia ha scelto, non indosserà stupidi orpelli costrittivi, ha scelto di poter muovere il corpo liberamente durante la propria vita. Quante persone purtroppo non fanno questa scelta e costringono se stesse in posture rigide che inevitabilmente portano ad acciacchi vari? Quando arriva un mal di schiena, fermatevi e considerate che state fallendo questa prova.


La seconda prova purtroppo per lei Ofelia la fallisce, è la prova della testa. C'è tanta bella frutta, Ofelia-testa è attratta. La testa è attratta da tutto, siamo in un mondo dispersivo, quante belle cose ci sono da fare, da vedere: si chiama consumismo. È la nostra società che fallisce continuamente questa prova, invece di fare le cose che veramente ci piacciono e fanno bene, siamo dispersi in sciocchezze. Un essere mostruoso viene risvegliato dal fallimento di Ofelia. È senza occhi, ci ricorda Polifemo, il gigante con un unico occhio. Polifemo rappresenta bene il mondo della testa, il terzo occhio, l'occhio famelico e fagocitante che tutto divora quello che trova. Polifemo è l'emblema del nostro moderno spettatore col telecomando in mano davanti alla tv o seduto davanti al pc. Ulisse riesce a sconfiggerlo, lui si che supera questa prova.


Ofelia comunque si salva e riesce a chiudere la porta, riesce a spegnere il terzo occhio, ma perde il collegamento con lo spirito, col Fauno. Adesso il mondo dell'ego diventa padrone e la violenza del film aumenta. È il mondo del padre testa: belle le inquadrature del capitano che si rasa con lo specchio davanti, perso nel suo narcisismo e sin tentato di tagliarsi la gola. Vuol restare solo testa e la testa senza cuore è un mostro spietato ed il capitano lo è.

Ofelia, disperata, riesce a ritrovare il collegamento col Fauno; evidentemente ha chiesto, sempre se si chiede arriva aiuto dal mondo dello spirito. Il Fauno, che ora sembra il diavolo, - a chi è scisso e conosce solo lo Yang, lo Yin fa terrore, ben lo sapevano i nostri uomini di chiesa che mettevano al rogo le donne... - le offre la prova del cuore. È la prova del cuore e Ofelia brillantemente la supera: sacrifica il suo ego per salvare il bambino interiore rappresentato dal fratellino appena nato.
Il mondo dell'ego scompare. È simbolicamente mostrato dal nostro regista dalla morte della madre, del padre e della stessa Ofelia, oggetti interni distruttivi. Resta la vera Ofelia con i suoi veri genitori interni, le due colonne della vita, il nostro lato sinistro e il nostro lato destro, regina e re.

1 comment:

Katia Funambolo said...

Film fantastico