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Mente, diaframma, corpo

Negli ultimi anni lo studio ultra trentennale del Tai Chi e del Qi Gong della International Tai Chi Chuan Association, scuola fondata dalla ...

18 March 2015

Uova Fritte

Nota introduttiva: questo articolo è pubblicato sul mio blog unicamente per fare audience; sono invidioso della mia amica Irene che ha raggiunto col suo blog di cucina vegana un milione di visitatori, quindi è un articolo che serve solo ad attirare polli. Se siete fra questi, cliccate su g+ che sta, rosso su bianco come le uova, da qualche parte sulla pagina.

Veniamo al contenuto del post, sul perfetto cucinare le uova fritte.

Prendete tre uova, non una di più, non una di meno, una per la testa, una per il cuore, una per la pancia.
Nel mentre scaldate una padella assolutamente antiaderente così da dover mettere solo un leggerissimo strato d'olio.
Appena l'olio è caldo, cioè subito e se burro, subitissimo, con abile mossa rompete con eleganza le uova sul bordo della pentola. Evitate di sporcare, questo sarà determinante nell'attribuirvi un punteggio dall'1-al 10 (non barate).

Se le uova si rompono sappiate che eran vecchie, non è mai colpa vostra e questo significa che mangiate troppe poche uova! Le uova sono altamente energetiche, vi nutrono bene.

Tre uova ci stanno bene in una pentola, l'occhio vuole la sua parte per cui osservate la forma a triangolo che giace davanti ai vostri occhi. Questa è la parte più meditativa del vostro cucinare, distogliete lo sguardo solo per aggiungere un pizzico di sale, se ne mettete troppo sappiate che dovrete buttarle, se non ne mettete cambiate blog: il sale è il sale della vita e se per voi non si deve mai aggiungere sale, be... rinascerete su questa terra per molti Kalpa come dicono i buddisti...

Tornate a posare lo sguardo sulle uova, i piedi leggermente aperti, il peso si sposta lentamente da una gamba all'altra. Osservate ora gli effetti di Fuoco, elemento fondante della vita, osservate la trasformazione alchemica delle vostre tre uova. L'albume magicamente diventa sempre più bianco, un bianco puro, potete muovere delicatamente la padella per appianare eventuali accumuli di albume su determinati punti, il tre diventa uno. Se siete del tipo di persone che cominciano a interferire troppo col cucchiaio di legno, e le vostra uova saranno "uova strapazzate" al termine della cottura, sappiate che dovete dar mano a correggere la vostra esistenza in quanto siete troppo autodistruttivi.

Ricordatevi, siamo in meditazione! Continuate a rimirare le vostre tre uova, scacciate tutti quegli stupidi pensieri che vi frullano in testa tutto il giorno: guardate le piccole bollicine che ora si formano, ecco che si sprigiona il profumo, l'aria attorno a noi cambia, ne è invaso, è il fuoco che tutto trasforma. Riflettete sugli odori, è sempre il calore che li causa, il raggio del sole sprigiona la fragranza dei fiori, delle resine.

Ora è della massima importanza osservare il tuorlo, era rosso, appena cambia di colore siate pronti a spegnere il fuoco, certo, vi piace il bianco ben cotto, quasi bruciato, ma il rosso è primario,

Ecco! Il momento è arrivato, spegnete la fiamma.

Adesso viene il momento più tragico, alcuni per non rompete le uova preferiscono mangiarle nella padella, ma ciò non va bene, dovete spostarle sul piatto. All'uopo, questo termine ben si adatta all'uovo, usate possibilmente uno di quei moderni utensili di plastica nera piatti sottilissimi che le uova amano, se avete in mano uno di quegli antichi cosi in alluminio, tornare a leggere il punto sopra sui distruttori di vita.

Ora scodellate le vostra uova su di un bel piatto bianco, altri colori non sono ammessi, sedetevi e gustatevi tutto il profumo e la fragranza delle uova che giacciono lì davanti a voi.

Non abboffatevi, ricordate che il mangiare, come il cucinare, come la vita tutta, è un atto meditativo. Mangiate le uova come meglio credete, ma non mandatele giù senza gustare ogni più piccolo boccone. È consentito usate lo smartphone per chattare con gli amici, per leggere la posta, per leggere dei nuovi arresti per tangenti, siate moderni, uno smartphone è maneggevole, un giornale vero è troppo ingombrante e distoglie troppo dalle vostre amate uova, un libro pure, scaricatelo sul vostro lettore digitale e buon appetito.

ps

Volete un piatto migliore di questo? Aggiungete alle uova della mozzarella, ummmm, che bontà.

Se non vi piacciono le uova, sappiate che le uova hanno una forte simbologia sessuale, il bianco ricorda lo sperma, i fluidi vaginali, il rosso il sangue, non c'è bisogno dello psicoanalista, troppo costoso, però cercate di riesumare il trauma che vi impedisce di mangiare questo ben di Dio.

Per i vegani non so che dire, certo, vegano suona bene, da persona fica, l'ego vuole la sua parte, ma appena potete, trasformatevi in vegetariani, comprate uova bio, salverete molte galline dagli allevamenti intensivi e contribuirete a moltiplicare la loro specie.

16 March 2015

Volver - il flusso della vita

Almodovar ci regala un bel film sulla fluidità: sei donne, di tre generazioni diverse, sono coinvolte in due omicidi, ma riescono a trovare la fluidità necessità per continuare a vivere serenamente. Nei momenti tragici del film, appaiono delle pale a vento che girano placidamente, in quei momenti la tragedia umana ritrova il suo flusso, volver, tornare.



Il fluire e la consapevolezza sono i due elementi di una vita sana, l'acqua ed il fuoco del taoismo, Fiume e Fuoco della Valle taoista.

Nel film non c'è la classica tragedia finale tanto cara a molti registi, la morale "occhio per occhio, dente per dente" tipica del vecchio testamento, morale che l'ego vuole sempre. Anzi nel film non c'è un solo intoppo che fermi le nostre protagoniste, non un solo poliziotto, simbolo caro all'ego sempre vigile e attento a regole e leggi, e quanti film di guerra e di polizia ci propina l'ego nella nostra società!

Almodovar lascia che la vita continui, le nostre donne, grazie al loro cuore, si ritrovano e fluiscono nella loro vita fatta di nobili sentimenti ed aiuti a se stesse e agli altri. Tutte donne, è vero, alcuni uomini vengono presentati come perversi e la loro vita finisce per la loro incapacità di fluire, ma alcuni uomini, il ragazzo della troupe televisiva ed il proprietario del ristorante, sono fluidi anch'essi.

Il contrasto col mondo "normale", mondo dell'ego viene mostrato da Almodovar in due momenti. Il primo all'inizio del film, nel cimitero dove vengono inquadrate molte vedove intente a pulire le tombe dei propri cari.


Il mondo dell'ego è un mondo di morte, la morte per l'ego è fondamentale per mantenere la presa sull'essere umano. Lucidare le tombe, simbolo di morte, serve a far risplendere il tema caro all'ego. Una delle nostre protagoniste viene ogni giorno ad accudire la sua tomba, rifugio finale della sua visione di morte a cui il cancro la sta portando; lei sarà l'ultima a trascendere l'ego diventando fluida durante uno show televisivo dove risvegliandosi dalla pagliacciata collettiva che l'ego sempre mostra ai telespettatori suoi schiavi, si alza ed abbandona lo studio tv.

L'altro momento è durante la veglia funebre della cara zia, dove tutti gli uomini sono mostrati in attesa, all'aperto, vestiti tutti di nero, in cravatta con volti contriti e nella camera mortuaria, tutte le donne, sempre rigorosamente in nero, sono sedute anch'esse contrite attorno al corpo della zia.


Qui entra una delle protagoniste e viene ripetutamente abbracciata e baciata da tutte con un gesto rituale, manierato, tipico dell'ego, ma ci rimane poco, si alza con l'amica ed esce, a significare che lei non appartiene più a quel mondo perché si è risvegliata e fluisce.

Ben diversa è la tomba che Penelope Cruz regala a suo marito, è posta accanto a un fiume, accanto al fiume della vita, quel fiume che dovremmo sempre lasciar fluire.
L'uomo è morto, ma la morte non esiste e le nostre protagoniste vogliono mostrarlo a lui, a noi.


08 March 2015

Festa delle donne

Può una donna avere una festa?
una sola festa all'anno?

lo Yin in me sorride
non sempre ha il suo spazio

lo Yang anche sorride
non sempre ha il suo spazio

ed allora che sia
festa per il mio Yin tutto l'anno
festa per il mio Yang tutto l'anno

si stringono assieme felici
ed il mio cuore è lieto

8 Marzo

Nella vita l'uomo deve imparare a conoscere il suo lato Yin e così conosce molto meglio il suo lato Yang e vive 365 giorni nello Yin e nello Yang e festeggia la giornata dell'uomo e della donna 365 volte l'anno.

Naturalmente anche le donne devono conoscere il loro lato Yang.

Entrambi sono ora completi.

05 March 2015

Capra

È l'anno della capra nell'oroscopo cinese, capra o pecora, in questa cultura non fa differenza, è uno dei dodici animali prescelti per simboleggiare un aspetto dell'essere umano, aspetto che muta ogni anno e si ripresenta ogni dodici anni, ma con varianti legate al fatto che l'animale di turno può essere di fuoco, di acqua, di legno, di metallo e di terra.

Anche da noi la capra, il capricorno trova spazio nei dodici segni dello zodiaco.
Un animale importante quindi, eletto a simbolo caratteriale in gran parte del mondo.

Aspetto interessante è che, mentre nella cultura orientale, capra e pecora non vengono divisi, restano un unico animale, un aspetto yin e un aspetto yang di un unica specie, nella cultura occidentale i due sono scissi, la pecora è un forte simbolo Cristiano, l'agnello di Dio, l'agnello che si immola per la salvezza dell'umanità, mentre il caprone è diventato, dal medioevo, il simbolo del diavolo.
A capra e pecora questo poco importa, vanno anche pascolando assieme; chi è nato nell'anno della capra è onesto e creativo. Qui avviene la scissione: l'onesto è pecora, il creativo è capra, l'onesto è un fesso, il creativo un ladro. Stiamo scontando questa stupida legge voluta dai potenti della chiesa.
La cultura occidentale è chiamata da quella orientale, cultura dualista: lo yin sembra una cosa, mentre lo yang sembra un'altra cosa. Dio e il diavolo sono scissi, non tenuti assieme. Il fondamentalista proietta la sua scissione sugli altri, lui è il bene, il baluardo del giusto, del santo, l'altro è il male, il peccatore, il cattivo. Il taoismo ben comprende che Yin e Yang sono componenti di una unità: la notte ed il giorno sono uno, posso vedere la loro diversità, ma non posso pensarle due cose separate, sono l'aspetto di un unico ciclo. Questa è sanità.

Riporto sulla Capra:

Narra la leggenda che la capra arrivò tra i primi dodici animali a cospetto dell'imperatore  lavorando in squadra con il gallo e la scimmia.

La capra ha una predominante dell'elemento femminile yin ed è un animale armonico. La sua luce illuminerà il cammino di tutti. Poiché è un erbivoro ed è dominato dall'elemento terra, farà crescere l'erba e le piante. Per questo è un animale legato alla creatività e al mondo delle arti.

L'anno della capra, in questo ciclo dominato dall'elemento legno, sarà un momento in cui fermarsi a riflettere sul cammino che si vuole intraprendere.

Compagna di scuola

Ti rividi una notte

Sembrava ieri quand'eravamo in classe
Quel bacio a lungo atteso fra i banchi ormai vuoti
la sera diventò notte fra i nostri lunghi discorsi e i gemiti dell'orgasmo

Ora mi sfiorasti
La tua energia penetrò
molto più dentro delle tue dita
molto più nell'anima di quel che pensasti

fummo costretti
l'orgasmo 40 anni dopo
fu tale e quale
ma il sorriso stavolta non svanì

02 March 2015

Plastica

Ti baciai, sapevi di plastica
ti ribaciai, sapevi di plastica
la tua lingua dov'era?
serpentina e plasticosa

Ti guardai nei tuoi occhi
color noce plastica
ti scossi le spalle
rumore di plastica

Aspira! Aspira i miei baci
riprovai
plastica colorata

Ma... ecco lì in fondo
nascosto in te
il dolce polline apparve
l'ape in me succhiò
rasserenata

01 March 2015

Dio e la Bibbia

Gridai un grido
un grido di dolore
leggevo la bibbia
turpe e bassa

Dio, che ci fai lì dentro!

Dio mi sorrise e mi rispose:
Carlo, non temere
son dentro di te
son dentro di loro
lì c'è solo il loro ego

28 February 2015

L'allieva

Tornasti
Due settimane mancasti
Il sorriso radioso per la lezione vicina
Ti baciai contento di vederti

Profumo, non me n'ero accorto
Annusai il mio respiro

Quella sera la lezione, lieta
Ti ringraziai con questi versi

27 February 2015

Il labirinto del Fauno

Consiglio questo film a chi è interessato a comprendere meglio la vita. Il regista Del Toro ci mostra, grazie alla protagonista, Ofelia, una bimba non ancora ragazzina, la separazione fra il mondo dell'ego ed il mondo interiore, il mondo dello spirito.

Ofelia non accetta il mondo dell'ego, rappresentato da due genitori ben radicati in questa visione della vita, il padre, uno spietato capitano franchista (il vero padre è un sarto, un uomo che cuce, un creatore, morto e sepolto nel mondo dell'ego, mondo che è capace solo di distruggere) e la madre, una donna attratta dai bei vestiti e dalle apparenze. Ofelia cerca, attraverso la lettura dei suoi libri di fiabe, una comprensione diversa. La richiesta viene esaudita, incontra un fauno di pietra: di pietra è la comprensione dell'umanità del mondo interiore e lei è ancora a questo livello.

Ofelia risveglia questo mondo rimettendo a posto l'occhio del fauno che era "caduto". - vedi anche"l'occhio del ciclone", un mio post più recente.

Adesso Ofelia ha la visione interiore aperta, ha riequilibrato Yin e Yang, e una fatina conduce Ofelia nel labirinto, il labirinto della vita, e la guida sino al centro di se stessa. Qui c'è il fauno, un essere visto da Ofelia in maniera ambigua. Il mondo interiore fa paura, non è ben compreso, il lato ombra sembra a chi vive nell'ego spaventevole, Dio è cattivo, vendicativo, esigente.

Il fauno propone ad Ofelia tre prove, se le supera diventerà la principessa che un tempo fu, diventerà se stessa. Le tre prove sono per i nostri tre mondi, testa, cuore, pancia. Semola le affronta nella "Spada nella roccia" per evolvere in Re Artù, diventa prima pesce, poi scoiattolo, poi uccello.

La prima prova è per la pancia e viene ben superata. Ofelia striscia all'interno di un enorme albero secolare per salvarlo. Striscia, è capace di mettersi nella posizione orizzontale, quella dove non si ha paura, dove il diaframma si apre, ben conosciuta ai praticanti di Tai Chi della Itcca Italia. Il regista con molta intelligenza filmica e interiore ci mostra il vestito bello, che Ofelia giustamente si è tolta durante la prova, orgoglio della madre, distrutto dal fango e dall'acqua; sono elementi della pancia, dei reni. Ofelia ha scelto, non indosserà stupidi orpelli costrittivi, ha scelto di poter muovere il corpo liberamente durante la propria vita. Quante persone purtroppo non fanno questa scelta e costringono se stesse in posture rigide che inevitabilmente portano ad acciacchi vari? Quando arriva un mal di schiena, fermatevi e considerate che state fallendo questa prova.

La seconda prova purtroppo per lei Ofelia la fallisce, è la prova della testa. C'è tanta bella frutta, Ofelia-testa è attratta. La testa è attratta da tutto, siamo in un mondo dispersivo, quante belle cose ci sono da fare, da vedere: si chiama consumismo. È la nostra società che fallisce continuamente questa prova, invece di fare le cose che veramente ci piacciono e fanno bene a noi stessi, siamo dispersi in sciocchezze. Un essere mostruoso viene risvegliato dal fallimento di Ofelia. È senza occhi, ci ricorda Polifemo, il gigante con un unico occhio. Polifemo rappresenta bene il mondo della testa, il terzo occhio, l'occhio famelico e fagocitante che tutto divora quello che trova. Polifemo è l'emblema del nostro moderno spettatore col telecomando in mano davanti alla tv o seduto davanti al pc. Ulisse riesce a sconfiggerlo, lui si che supera questa prova.

Ofelia comunque si salva (abbiamo sempre altre possibilità) e riesce a chiudere la porta, riesce a spegnere il terzo occhio, ma perde il collegamento con lo spirito, col Fauno. Adesso il mondo dell'ego diventa padrone e la violenza del film aumenta. È il mondo del padre testa: belle le inquadrature del capitano che si rasa con lo specchio davanti, perso nel suo narcisismo e sin tentato di tagliarsi la gola. Vuol restare solo testa e la testa senza cuore è un mostro spietato ed il capitano lo è.

Ofelia, disperata, riesce a ritrovare il collegamento col Fauno; evidentemente ha chiesto, sempre se si chiede arriva aiuto dal mondo dello spirito. Il Fauno, che ora sembra il diavolo, - a chi è scisso e conosce solo lo Yang, lo Yin fa terrore, ben erano così i nostri uomini di chiesa che mettevano al rogo le donne... - le offre la prova del cuore. Ofelia brillantemente la supera: sacrifica il suo ego per salvare il suo bambino interiore rappresentato dal fratellino appena nato.

Il mondo dell'ego scompare. È simbolicamente mostrato dal nostro regista dalla morte della madre, del padre e della stessa Ofelia, oggetti interni distruttivi. Resta la vera Ofelia con i suoi veri genitori interni, le due colonne della vita, il nostro lato sinistro e il nostro lato destro, regina e re.